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Ristoratori&Golf PDF Print E-mail
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Friday, 14 November 2014 23:05

Ristoratori&Golf
Gara in campo e in cucina al Golf Club Castello di Spessa di Capriva del Friuli
Ristoratori, alle prese con la mazza da golf e con i fornelli, sono stati i protagonisti della singolare competizione che si è svolta sul geen del Golf Club Castello di Spessa di Capriva del Friuli e nelle cucine del maniero.

Last Updated on Wednesday, 19 November 2014 21:26
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Stage podistico e rurale a Mezzana della Terra PDF Print E-mail
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Saturday, 05 March 2016 21:23

Stage podistico e rurale a Mezzana della Terra

Ascoli Satriano - Nel corso della sua storia, giunta ormai al ventottesimo anno, il Running Center Club Torino ha spesso organizzato delle vacanze stage in località turistiche, dove fosse possibile coniugare un periodo di allenamento, un po' di sana vacanza ed un impegno agonistico in una gara di alto livello.

In questa annata agonistica 2016 (che negli annali sarà ricordata come quella in cui il Running Center ha smesso di essere solo un club di podismo, diventando anche una vera e propria accademia di questo sport) la società guidata dal trainer Donato D'Auria ha deciso di proporre uno tipo di stage totalmente nuovo e quasi rivoluzionario, che si svolgerà dal 18 al 24 giugno 2016.

La location, a differenza degli stage degli anni scorsi, non è una località turistica o una città d'arte, ma una borgata rurale che non si trova su nessuna cartina geografica: stiamo parlando di Mezzana della Terra, piccolissima frazione del comune di Ascoli Satriano, uno dei più grandi del sistema collinare-montuoso del Subappennino Dauno, che si trova nella parte ovest della Provincia di Foggia. L'obiettivo principale dello stage è quello di aiutare i partecipanti a migliorare senza l'utilizzo della tecnologia, ma facendo leva su esercizi svolti quasi in armonia con la natura, come se la location fosse un vero e propio percorso vita. I podisti potranno usufruire di due diversi percorsi: uno da 1700 e uno da 2000 metri. Entrambi si snodano lungo le strade comunali e i tratturi di Mezzana della Terra e si concludono in un uliveto quasi secolare dopo una breve ma durissima salita finale su fondo sterrato.

L'allenamento dei podisti non si limiterà solo alla parte atletica: ci sarà anche una parte di potenziamento fisico interamente a carichi naturali, che prevederà esercizi insoliti ma davvero allenanti, come il trasporto di pietre si terreni scoscesi e, addirittura, il lavoro agricolo nel frutteto ed uliveto di Mezzana della Terra. Gli organizzatori sanno che si tratta di un programma difficile da digerire per molti, ma sono convinti che nella seconda parte della stagione agonistica i benefici di questo duro lavoro si faranno sentire nelle gambe e nei riscontri cronometrci.

Insomma, questo stage può essere la chiave di volta della stagione dei partecipanti, che avranno l'occasione di svolgere una settimana concentrati solo sul podismo e sul miglioramento della loro condizione psico-fisica. Come abbiamo già detto, non si svolgeranno allenamenti usuali, ma i podisti saranno "trattati" con un metodo di allenamento tutto naturale che trae ispirazione dagli allenamenti dei pionieri del mezzofondo del dopoguerra, come Emil Zatopek e l'australiano Ron Clarke.

Ricordiamo, inoltre, che i partecipanti allo stage potranno anche rilassarsi praticando il foot-golf, giovane sport che coniuga calcio e golf, di cui è presente un campo a Mezzana della Terra, proprio nella stessa struttura che ospiterà la parte atletica e di potenziamento.

Per ogni ulteriore informazione, vi invitiamo a contattare il trainer Donato D'Auria, contatta bile telefonicamente al numero 3474738380 e via e-mail all'indirizzo This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Vi consigliamo, inoltre, di visitare il sitowww.donatodauria.it, dove sarete periodicamente informati su tutte le attività del trainer Donato. Luigi M. D'Auria

 
L’Italia lascia le Olimpiadi di Pyeongchang con dieci medaglie PDF Print E-mail
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Saturday, 03 March 2018 18:20

Torino - È stata un’Olimpiade dalle forti tinte rosa per l’Italia a Pyeongchang. Delle dieci medaglie ottenute dai nostri portacolori, infatti, 6 e mezzo sono arrivate dal settore femminile (il “mezzo” viene dato dalla staffetta mista del biathlon). Se si escludono lo sci di fondo e il pattinaggio di velocità su pista lunga, in tutti gli sport in cui gli azzurri hanno ottenuto una medaglia, le nostre atlete hanno lasciato il segno. In questi casi é difficile fare paragoni (anche perché, purtroppo, i nostri sport invernali presentano carenze di impianti e praticanti sia nel settore maschile che quello femminile), ma è chiaro che in questa edizione dei Giochi le azzurre sono riuscite a non tradire nel momento più importante della carriera di uno sportivo.

Last Updated on Monday, 19 March 2018 15:24
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Grandi campioni e grandi storie in "Ex" di Matteo Cruccu PDF Print E-mail
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Wednesday, 28 December 2016 17:27

Grandi campioni e grandi storie in "Ex" di Matteo Cruccu

Foggia - Poco prima del 23 giugno di quest'anno, data in cui si é svolto il contestato referendum sulla Brexit, un famosissimo settimanale sportivo italiano decise di guardare questo appuntamento storico dal punto di vista del mondo dello sport, mettendo a confronto Italia e Gran Bretagna. Indubbiamente, uno dei settori in cui lo sport d'Oltremanica é superiore a quello nostrano é la letteratura. Nel corso degli anni, infatti, gli inglesi hanno regalato al mondo grandissimi momenti di letteratura raccontando grandi eventi sportivi: basti pensare a Nick Hornby, che nel 1992 dimostrò al mondo che si può scrivere un best-seller di alto livello letterario anche inserendo, tra le righe, gli insulti dei tifosi dell'Arsenal a giocatori non proprio di alto livello.

Negli ultimi anni, tuttavia, anche in Italia qualcosa si é mosso, e sono aumentati in maniera esponenziale i giornalisti che si sono divisi tra carta stampata e letteratura. Tra coloro che ci sono riusciti alla perfezione si può sicuramente annoverare Matteo Cruccu, che ha da poco pubblicato il suo libro d'esordio "Ex. Storie di Uomini dopo il calcio." Si tratta di un libro piccolo nelle dimensioni ma dal grande contenuto letterario, che riesce nell'addio tentativo di separare l'immagine pubblica di questi uomini, per raccontarli davvero.

Fondamentale, soprattutto, la bella narrazione di Cruccu, capace di dare tagli diversi ai suoi incontri, che possono raccontare storie tragiche ma anche felici, di cadute ma anche di riscatto. Il giornalista milanese, infatti, é riuscito a mettere in campo tutta la sua smisurata passione per il pallone (chi, se non un vero fan del football d'autore, sarebbe capace di ricordare Osvaldo Bagnoli più per la semifinale di UEFA colta con il Genoa che per lo scudetto vinto col Verona?), ma anche tutta la sua abilità di raccontare storie con tono giornalistico.

La nostra redazione, che ha avuto la fortuna di incontrarlo di persona durante una presentazione in una fredda serata di novembre (presso la libreria Ubik di Foggia, la stessa che aveva portato nel capoluogo della Capitanata anche Paolo Rumiz), ha avuto la possibilità di apprezzarne lo stile asciutto, ma anche la sua capacità di conciliare presentazione del libro e intervista ad un monumento del calcio foggiano, lo stopper e capitano Giovanni Pirazzini.

Questo libro, edito da Baldini&Castoldi, é davvero un bel prodotto letterario, che può essere apprezzato sia dagli inguaribili malati di calcio (che potranno vantarsi con gli amici del bar sotto casa di conoscere anche il vino prodotto da Alberto Maledsni e l'indirizzo della pista di auto telecomandate di Diego Fuser) sia da coloro che di calcio non capiscono assolutamente niente, ma sono interessati dalle storie genuine e vere di uomini come noi, che dopo anni di fama hanno dovuto confrontarsi con le difficoltà della vita vera. Luigi M. D'Auria

 
Il Filadelfia rinasce: grande festa per i tifosi del Torino PDF Print E-mail
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Friday, 09 June 2017 15:35

Il Filadelfia rinasce: grande festa per i tifosi del Torino

Torino - Sono passati più di vent'anni da quando lo stadio Filadelfia (per tutti i tifosi del Torino semplicemente "il Fila") é stato abbandonato definitivamente. Chiudeva i battenti, allora, il teatro delle imprese del Grande Torino ma anche uno dei luoghi simbolo del tifo granata, molto più simile ad una "fede laica" che a una semplice passione sportiva. Quello stadio, costruito negli anni Venti in stile Liberty, non ospitava un incontro ufficiale dal 1963, ma era stato ancora sede degli allenamenti delle squadre allenate da Radice e Mondonico, capaci di regalare gli ultimi successi ad una delle piazze più storiche del campionato italiano.

Due anni fa, finalmente, é iniziata la rinascita del "Fila", che era stato definitivamente demolito nel 1998. La Fondazione Filadelfia, che aveva raccolto tutti i gruppi di appassionati che si erano occupati di tenere in vita il ricordo di questo vero e proprio "luogo della memoria". In soli due anni é stato edificato un vero e proprio centro sportivo con due campi da calcio, uno sul luogo dove sorgeva lo storico Filadelfia (quest'ultimo é un piccolo stadio da 4000 posti che ospiterà gli allenamenti della prima squadra e le partite della primavera) e l'altro proprio di fronte alla tribuna principale del nuovo "Fila".

L'inaugurazione del nuovo impianto, avvenuta lo scorso 24 maggio, é stata certamente un'occasione per ricordare gli antichi successi, ma anche per spingere la squadra guidata da Sinisa Mihajlovic. Il nono posto della stagione appena conclusa, infatti, deve costituire una solida base di partenza per costruire una squadra in grado di lottare fino all'ultimo per un piazzamento europeo.  I tifosi Granata, storicamente legati alla storia e ai simboli, sono parsi più sicuri dopo che é stato ricostruito loro un pezzo di storia, anche se non sono mancate le voci critiche nei confronti del progetto della Fondazione. Secondo qualcuno, infatti, il nuovo stadio avrebbe dovuto essere costruito vicino all'area del vecchio Fila (dove ora si trova il campo piccolo), trasformando l'area del vecchio stadio in un museo a cielo aperto.

In ogni caso, il Torino, che da diversi anni si allenava nel piccolo stadio della Sisport, meritava un centro tecnico di alto livello, così come erano troppi anni che la Primavera della formazione granata meritava un vero e proprio stadio in cui disputare le partite interne. Il Filadelfia risponde a queste esigenze, e dunque non si può che fare i complimenti alla Fondazione, che ha realizzato quest'opera in poco tempo e a prezzo non troppo elevato (8 milioni di euro, 7 donati da Comune e Regione, 1 dal Torino). A questo punto, per completare l'opera, é necessario che la Fondazione e il Torino firmino il contratto d'affetto che permetterà ai Granata di prendere possesso dello Stadio. Sarà importante, inoltre, reperire i fondi per far partire il secondo lotto dei lavori, che porterà al Fila una foresteria per i ragazzi del settore giovanile Granata e un museo che rendano il "Fila" la nuova casa del Toro a tutti gli effetti. Luigi M. D'Auria

 
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