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Written by Administrator   
Thursday, 10 April 2014 11:39

In Ucraina continuano i momenti di tensione
5 aprile 2014 - Sembra davvero non finire mai la crisi internazionale ucraina. Purtroppo, nonostante vi siano stati segnali di disgelo, Russia e Stati Uniti non hanno ancora raggiunto un accordo in grado di risolvere questa questione di primaria importanza per il mondo intero. Nel frattempo l'Unione Europea ha finalmente fatto qualcosa di concreto per aiutare un Paese in difficoltà come l'Ucraina. Il governo di transizione guidato dal liberale Triukov e Barroso si sono, infatti, incontrati per firmare la parte politica dell'accordo di libero scambio tra Europa e Ucraina, anticamera di una futuro ingresso di Kiev nell'UE. Il patto potrebbe, però, risultare inutile se le prossime elezioni presidenziali saranno vinte dal miliardario filo-russo Dobkin, appoggiato dal Presidente deposto Janukovich e da Putin. Il discorso sarebbe diverso se le presidenziali vedranno vincere i due partiti esponenti della rivolta di Piazza dell'Indipendenza, conclusasi con la cacciata del presidente fedelissimo di Putin Janukovich. Il fronte dei rivoltosi si è, infatti, spaccato quando Julia Timoshenko, ex presidente e poi incarcerata per motivi politici da Janukovich, è stata liberata ed ha annunciato la propria candidatura. La Timoshenko ha, infatti, deciso di rifondare il partito "arancione" con cui vinse le elezioni del 2004, sostenuta da alcuni leader politici, mentre i giovani ventenni, veri motori della rivolta scoppiata a novembre, sostengono l'ex pugile Vladimir Klitshko alle elezioni comunali di Kiev ed il miliardario del settore dolciario Potischin, volto nuovo della politica e favorito per le elezioni che saranno decisive per il futuro dell'Ucraina.
Anche in Crimea, purtroppo, in questo ultimo mese é successo di tutto. I trecentomila abitanti della penisola hanno votato in maniera quasi unanime la propria annessione alla Russia. I soldati russi che da oltre un mese presidiavano i punti strategici della penisola hanno occupato anche la basi militari ucraine presenti sul territorio. I soldati delle forze di Kiev sono stati disarmati e chi ha opposto resistenza, come un giovane nella base della Marina di Sebastopoli, è stato ucciso. Anche le diciassettemila persone, che avevano votato contro l'annessione alla Russia, sono state caricate su numerosi pullman militari e portate in grandi città, come Odessa. Si teme, però, che Putin sia intenzionato ad occupare militarmente anche le regioni orientali dell'Ucraina, industriali e generalmente più legate alla Russia dell'ovest prettamente contadino. Per ora il Presidente russo è stato fermato soltanto dalla promessa degli Stati Uniti di fornire  gas all'Europa in caso di necessità, cioè nel caso in cui la Russia decida di non fornirne più a causa delle tensioni internazionali.
Prosegue così il momento di tensione internazionale che ha fatto ritornare la paura  di una Terza Guerra Mondiale, allontanata negli anni novanta dalla fine dell'Unione Sovietica. Il mondo si aspetta, quindi, risposte che, a mio parere, più che dalle telefonate fra ministeri della difesa, saranno date dalle elezioni in Ucraina che, come in Italia, si terranno a maggio. Luigi M. D'Auria

 
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