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Il Toro batte la Spal e prepara il futuro PDF Print E-mail
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Sunday, 20 May 2018 13:09

Torino - “Sono soddisfatto”. Con queste semplici parole, Walter Mazzarri ha spiegato il suo stato d’animo dopo la vittoria del suo Torino contro la Spal. Anche se i Granata non hanno disputato un incontro esaltante, il tecnico di San Vincenzo può comunque gioire per l’atteggiamento dei suoi, che hanno rimontato una squadra inferiore tecnicamente, ma molto più motivata (il Torino é ormai decimo matematicamente, mentre i ferraresi si stanno giocando una storica salvezza). Proprio nell’ultima partita disputata al “Grande Torino”, il pubblico ha ricucito il rapporto con Andrea Belotti, autore di un gol e un assist, che conclude in maniera splendida una stagione complicata sotto ogni punto di vista.

Last Updated on Sunday, 17 June 2018 20:37
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Nel Giro delle sorprese, Froome torna grande sullo Zoncolan PDF Print E-mail
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Saturday, 19 May 2018 20:28

Ovaro (Ud) - Tre chilometri di salita al 9%, poi si entra nel piccolo paese di Liariis e la strada spiana. Sembra una salita normale, invece, la strada svolta e inizia il “Mostro”: 9 chilometri di salita tutti tra il 12 e il 22%. Si tratta dello Zoncolan, la salita più dura d’Europa, forse del mondo. Tutti i favoriti del Giro d’Italia numero 101 avevano indicato questa giornata come il vero e proprio momento chiave di questa edizione della Corsa Rosa. Alla fine, il verdetto é stato quello previsto all’inizio del Giro: Chris Froome ha staccato tutti ed é riuscito nell’impresa di domare il “Kaiser”. Il vero vincitore di giornata, però, è stato Simon Yates, che ha perso solo sei secondi dal keniano bianco e ha guadagnato terreno su tutti gli altri avversari.

Sono stati molto ricchi di sorprese, questi primi quattordici giorni di Giro d’Italia. Se le tappe israeliane non hanno riservato grandi emozioni agli appassionati, se non due volate imperiali di Viviani, in Sicilia il Giro d’Italia é entrato davvero nel vivo. Sull’Etna, primo arrivo in salita, la Mitchelton-Scott ha fatto il botto: tappa con Chaves, maglia rosa a Yates e sogno (neanche troppo nascosto), di salire in due sul podio. A Montevergine di Mercogliano, poi, è nata una stella, lo scalatore ecuadoreno Richard Carapaz, che lotterà per la Maglia Bianca con Miguel Angel Lopez. Sul Gran Sasso, poi, la corsa rosa  ha regalato grandi emozioni agli appassionati. Yates ha trionfato di nuovo, Pinot e Dumoulin hanno tenuto bene, mentre Froome e Aru sono parsi fuori condizione.

Anche le tappe “interlocutorie” di Gualdo Tadino e Osimo non sono state scontate: a causa di un ‘influenza Chaves é naufragato a 25 minuti, mentre sui muri marchigiani Froome ha pagato ancora dazio. Infine, sullo Zoncolan, é arrivata la resa dei conti: la maglia rosa e il podio se la giocheranno in cinque: Yates, Dumoulin, Pinot, Froome (che però paga ancora tre minuti e dieci di distacco) e un sorprendente Domenico Pozzovivo. Aru, che proprio in questo Giro doveva esplodere definitivamente, è naufragato, vittima di una condizione psicofisica molto inferiore alle attese.

La speranza del ciclismo italiano é paradossalmente, un trentaseienne, il lucano Domenico Pozzovivo. Dopo cinque anni non esaltanti alla AG2R, Pozzovivo é stato ingaggiato dalla Bahrain-Merida di Vincenzo Nibali e chiunque ha pensato che il corridore di Policoro volesse chiudere  una carriera di ottimo livello facendo il gregario in una squadra World-Tour. Pozzovivo, invece, pare aver trovato il suo equilibrio ideale: dopo un ottimo inverno, ha colto un bel sesto posto alla Liegi Bastogne Liegi e, dalla partenza di Gerusalemme, non ha sbagliato una mossa. Sicuro in corsa, incisivo in salita, sempre al riparo dei gregari in pianura, Pozzovivo non ha ancora commesso un errore. Il momento decisivo per misurare le sue ambizioni arriverà martedì prossimo, nella cronometro Trento-Rovereto. Nelle prove contro il tempo, infatti, Pozzovivo ha ottenuto grandi soddisfazioni (come alla Vuelta 2013), ma anche passato giornate molto negative, come allo scorso Giro d’Italia.

Le tappe complicate del Giro non sono ancora finite. Dopo l’enigmatico arrivo di Sappada (ideale per le fughe, ma anche per qualche azione a sorpresa degli uomini di classifica) e il giorno di riposo, ci sarà la cronometro di Rovereto, dove Froome e Dumoulin possono recuperare molto su Yates. L’ultima tappa tranquilla sarà quella tra i vigneti del Franciacorta, dopo ci saranno tre giornate durissime sulle Alpi Occidentali: prima la Abbiategrasso-Prato Nevoso, con un arrivo in salita abbastanza impegnativo. La diciannovesima tappa sarà un’altro punto chiave. Partenza da Venaria Reale e passaggio sul Colle del Lys prima della durissima scalata del Colle delle Finestre, con il suo durissimo sterrato, che farà da anticamera alle scalate del Sestriere e di Jafferau. Prima della passerella finale a Roma, ci sarà ancora tempo per la Susa-Cervinia, con tre salite di prima categoria negli ultimi settanta chilometri. Il terreno per rendere questo Giro spettacolare, dunque, é ancora tantissimo. Donato D’Auria

 
Con la decima Recordando si apre la stagione podistica Piemontese PDF Print E-mail
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Sunday, 04 March 2018 15:51

Torino - Domenica 4 marzo 2018, giornata segnata da una nebbia autunnale e da un freddo invernale (arrivato dopo una settimana che ha riservato ai torinesi un’abbondante dose di nevischio), si è svolta la decima edizione di “Recordando” (sesta in cui alla manifestazione viene abbinato il Memorial  “Fulvio Albanese”), manifestazione podistica di dieci chilometri abbinata alla “Sei Ore di Torino”, una delle poche manifestazioni “long distance” in Piemonte. La partecipazione è stata abbastanza buona, considerato che sono stati circa 400 gli arrivati a entrambe le manifestazioni.

Last Updated on Monday, 19 March 2018 15:24
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Un Venezia cinico batte la Pro Vercelli 2-0 al Piola PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Friday, 04 May 2018 20:51

Vercelli - Alla Pro Vercelli non riesce il secondo miracolo. Dopo aver sconfitto il Parma, i Bianchi sono stati sconfitti dal Venezia di Pippo Inzaghi al Piola nel turno infrasettimanale del 1 maggio. La squadra di Grassadonia é ora distante quattro punti dalla zona play-out. Per provare a restare in Serie B, la Pro deve sconfiggere in trasferta lo Spezia, battere la Ternana in casa (questo incontro sarà un vero e proprio “scontro salvezza”) e tentare un miracolo a Cittadella nell’ultima di campionato. Il Venezia, dal canto suo, si gode una qualificazione ai play-off quasi matematica. La squadra lagunare, plasmata giorno dopo giorno dal suo allenatore, ora, può anche sognare una promozione diretta che sarebbe clamorosa.

Nel primo tempo la partita è decisamente bloccata: la squadra di Grassadonia prova a fare la partita, ma il Venezia copre il campo in maniera quasi perfetta, grazie ad un 3-5-2 ermetico che blocca la manovra della Pro. Al 32’, arriva anche la beffa per i piemontesi: Marsura triangola con Zigoni al limite dell’area, si presenta davanti a Pigliacelli e non sbaglia. Da quel momento, il Venezia gestisce ogni situazione con una calma ancora maggiore, mentre la Pro appare quasi intimorita e non in grado di velocizzare il proprio gioco.

Nel secondo tempo, i cambi non modificano la situazione e al 77’ il Venezia raddoppia grazie ad una bella percussione di Leo Stulac. Lo sloveno, rimasto in panchina per buona parte della stagione (a gennaio poteva partire, ma ha stupito Inzaghi dicendo che avrebbe preferito restare “per imparare di più”) sta diventando un punto di riferimento per il Venezia, nonché una delle rivelazioni degli ultimi mesi di campionato. Nel finale, nonostante la volontà, la Pro non va oltre qualche cross dal fondo e l’incontro si conclude con i tifosi in festa.

La situazione della Pro Vercelli, dunque, é sempre più critica ed è tempo di primi bilanci, in attesa degli ultimi verdetti di un Campionato di Serie B appassionante dalla prima all’ultima giornata. Nonostante una vera e propria rivoluzione nel mercato di gennaio e il breve avvicendamento fra Grassadonia e Aztori sulla panchina, infatti, la media punti della squadra piemontese non é aumentata, e la situazione di classifica é stata sempre pericolante. Le responsabilità, dunque, non devono ricadere soltanto sull’allenatore che, anzi, ha spesso portato i suoi ragazzi a giocare un calcio pregevole esteticamente, anche se raramente questo gioco si é tradotto in risultati. Per provare a centrare una salvezza miracolosa, dunque, i Bianchi dovranno cercare di mantenere inalterata la qualità del gioco, abbinando questa qualità alle giuste dosi di agonismo e cinismo. Donato D’Auria

 
L’Italia lascia le Olimpiadi di Pyeongchang con dieci medaglie PDF Print E-mail
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Saturday, 03 March 2018 18:20

Torino - È stata un’Olimpiade dalle forti tinte rosa per l’Italia a Pyeongchang. Delle dieci medaglie ottenute dai nostri portacolori, infatti, 6 e mezzo sono arrivate dal settore femminile (il “mezzo” viene dato dalla staffetta mista del biathlon). Se si escludono lo sci di fondo e il pattinaggio di velocità su pista lunga, in tutti gli sport in cui gli azzurri hanno ottenuto una medaglia, le nostre atlete hanno lasciato il segno. In questi casi é difficile fare paragoni (anche perché, purtroppo, i nostri sport invernali presentano carenze di impianti e praticanti sia nel settore maschile che quello femminile), ma è chiaro che in questa edizione dei Giochi le azzurre sono riuscite a non tradire nel momento più importante della carriera di uno sportivo.

Last Updated on Monday, 19 March 2018 15:24
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