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Complimenti a Cosimo Napolitano: Biella é un’eccellenza del tennis piemontese PDF Print E-mail
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Wednesday, 01 August 2018 18:11

Biella – In un panorama tennistico piemontese non ricco di tornei internazionali, da Biella é arrivata una piacevole sorpresa: sabato 28 luglio ha preso il via, presso il Tennis Club “i Faggi”,  la prima edizione del Torneo internazionale di Tennis femminile “Thindown” con montepremi di 15000 dollari. Il torneo rappresenta una sorta di “antipasto” del torneo Challlenger da 50000 dollari più ospitalità, sempre marchiato Thindown, che partirà sabato 15 settembre, chiudendo la stagione dei tornei su terra rossa. Se a questi due eventi aggiungiamo il torneo internazionale Under 16 che si é disputato in primavera, possiamo affermare che Biella rappresenta una vera eccellenza del tennis internazionale in Piemonte.

Il grande tennis femminile è tornato a Biella sei anni dopo i quarti di finale della Fed Cup 2012, vinti dall’Italia contro l’Ucraina. Anche sui campi dei Faggi le tenniste italiane sono riuscite a ben figurare fin dai primi giorni, con le vittorie di Maria Aurelia Scotti contro la Svizzera Pauline Wuarin, di Angelica Raggi contro Anastasia Piangerelli e di Sara Gambogi contro Emma Ferrini. Un torneo come quello di Biella, soprattutto nelle qualificazioni, vede ai nastri di partenza molte tenniste giovanissime. Il desiderio degli organizzatori, dunque, è anche quello di aiutare i talenti del tennis a mettersi in mostra e a guadagnare i primi punti nel circuito maggiore.

In occasione della seconda giornata del torneo, presso i Faggi si é svolta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Cosimo Napolitano, direttore del torneo e del circolo, e Paolo e Yuri Bodo, main sponsor dell’evento, da tre anni al fianco del circolo biellese. Il sogno di Napolitano e di Bodo é quello di unificare il torneo maschile e quello femminile, dando vita ad una sorta di torneo combined. I Faggi, inoltre, si sono recentemente aggiudicati il bando per la gestione del Tennis Club Biella, altra realtà tennistica della città piemontese: la nascita di un vero e proprio “distretto del tennis”, capace di coniugare l’organizzazione di eventi internazionali  e le attività di due circoli importanti, sembra essere dietro l’angolo. Luigi M. D’Auria

 
Con Thomas prosegue il dominio della Sky al Tour PDF Print E-mail
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Tuesday, 31 July 2018 17:39

Parigi - Bandiera del Galles fra le mani, il volto stanco e l’espressione commossa sono i tre segni distintivi di Geraint Thomas nel giorno del suo trionfo sugli Champs-Elysèes. Il trentaduenne britannico, già olimpionico nell’inseguimento a squadre (in squadra con Sir Bradley Wiggins), si era presentato al Tour come scudiero di Chris Froome, come succede ogni anno da quando il keniano bianco é diventato uno dei grandi protagonisti del ciclismo mondiale. La strada, tuttavia, ha dato un responso diverso: Froome é stato respinto dalla doppietta Giro-Tour, come accaduto a tutti nel recente passato. Thomas, invece, si é presentato al Tour reduce dalla vittoria al Delfinato, e sulle Alpi si é dimostrato il più forte di tutti, vincendo le tappe di La Rosière e dell’Alpe d’Huez. Dopo anni in cui al Gallese era sempre mancato qualcosa per fare il grande salto, ha indovinato ogni mossa in un Tour poco spettacolare, che ben presto si é trasformato in una grande partita a scacchi.

Se si esclude la vittoria di Vincenzo Nibali nel 2014, é dal 2012 che il Tour de France segue sempre lo stesso spartito tattico: corsa bloccata perchè controllata dai ritmi pazzeschi imposti dal Team Sky, abile a far prendere subito un grande vantaggio al proprio capitano e ancor più bravo a spegnere sul nascere ogni tentativo di rimonta, anche grazie ad un dominio incontrastato nelle prove a cronometro. É successo nel 2012 con Wiggins, nel 2013, 2015, 2016 e 2017 con Froome e quest’anno con Thomas. Questo dominio ha due ragioni principali: la supremazia economica della Sky (unica vera multinazionale del ciclismo moderno) e il percorso del Tour, ricco di salite con pendenze medie e regolari (che favoriscono da sempre i cronomen) e povero di tappe dove i corridori più coraggiosi possono davvero far saltare il banco.

In questa edizione della Grande Boucle questa tendenza é stata ancora più evidente: gli unici avversari credibili di Thomas e Froome sono stati altri due corridori dalle caratteristiche simili, Dumoulin e Roglic, che non avevano le caratteristiche per staccare i due inglesi in salita e non avevano alle spalle squadre di altissimo livello. Gli unici due che hanno provato a mischiare le carte sono stati, paradossalmente, due scalatori spesso troppo attendisti: Daniel Martin e Nairo Quintana, premiati con una vittoria di tappa ma naufragati in classifica a causa di una scarsa continuità di rendimento. Romain Bardet e Mikel Landa, quest’anno, hanno deluso, mentre Vincenzo Nibali é stato messo fuori gioco da un’assurda caduta sull’Alpe d’Huez. L’assenza dello “Squalo” é stata compensata, in termini di spettacolo sportivo, solo in parte dalle belle vittorie di Peter Sagan e Julien Alaphilippe.

Il vero grande assente di questo Tour, purtroppo, é stata l’organizzazione, che nella dodicesima tappa, quella dell’Alpe d’Huez, non é riuscita a mantenere i livelli di sicurezza minimi ed é stata messa in crisi da un tifo malsano, che ha infastidito i corridori e messo fuori gioco, sia pure involontariamente, Vincenzo Nibali. A differenza del Giro, inoltre, sono stati troppi gli arrivi in discesa (dove é molto più difficile fare la differenza) ed é anche mancata la volontà di esplorare nuovi arrivi in salita (la proposta italiana di far arrivare il Tour sul Colle del Nivolet, in Piemonte,  é caduta nel vuoto), spesso con pendenze importanti. Il Tour, dunque, resta il terzo evento sportivo del mondo, ma se vuole rimanere tale deve essere capace di reinventarsi, coniugando il ciclismo moderno con una spruzzata di ritorno alle origini. Luigi M. D’Auria

 
Il Tennis Internazionale si ferma a Torino per l’11 Trofeo Ma-Bo PDF Print E-mail
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Wednesday, 11 July 2018 15:44

Torino - Sui campi in terra rossa del Nord Tennis di Torino é in corso di svolgimento l’undicesima edizione del Trofeo Internazionale di tennis Ma-Bo, torneo del circuito femminile ITF con un montepremi di 25000$, stesso prize money delle ultime stagioni. Anche quest’anno si tratta dell’unico torneo internazionale di tennis che si gioca a Torino e, insieme al Challenger maschile di Biella, é anche l’unico appuntamento piemontese dedicato ai professionisti. Si tratta, dunque, di un’appuntamento imperdibile per gli appassionati torinesi, che anche quest’anno possono assistere ad incontri molto equilibrati e interessanti.

Fino a questo momento, non ci sono stati particolari problemi per la testa di serie numero uno del tabellone, l’austriaca Barbara Haas, numero 217 del ranking Wta, con un passato alla posizione 134. Il tabellone della Haas non si presentava, in ogni caso, molto semplice, visto che al primo turno la numero uno del seeding si trovava di fronte Isabella Shinikova, tennista imprevedibile e protagonista nelle scorse stagioni sui campi del Nord Tennis. La Haas, tuttavia, ha messo in mostra un ottimo Tennis e si é aggiudicata l’incontro in due set. Ora ai quarti la attende la russa Polina Leykina, che nel secondo turno ha sorpreso Martina Caregaro, una delle italiane più accreditate alla vigilia del torneo.

Tra le tenniste azzurre, nonostante qualche molte eliminazioni al primo turno (tra cui quella di Nastassja Burnett, ex top 150 al mondo che sta cercando di rientrare nel circuito, sconfitta dalla sorprendente egiziana Sandra Samir), non sono mancate anche le note positive. Si é qualificata ai quarti di finale, infatti, Stefania Rubini, numero 333 del mondo, che al secondo ha avuto ragione, al tie-break del terzo set, di Julia Grabher, numero 226 del mondo e seconda testa di serie, al termine di un match molto incerto e combattuto. Ora la Rubini dovrà sfidare la slovena Kaja Juvan, testa di serie numero cinque, che ha avuto ragione in due comodi set di Liudmila Samsonova, giovane russa che si allena all’Accademia di Riccardo Piatti.

In attesa di conoscere il nome della vincitrice di un torneo ancora apertissimo, si può già dire che il team di organizzatori dell’evento, capitanato da Barbara Garbaccio, é riuscito a fare centro, riuscendo a portare ancora una volta ottime giocatrici ai nastri di partenza del torneo. L’obiettivo degli organizzatori e degli sponsor, a questo punto, é quello di continuare a crescere, realizzando un vero e proprio campo centrale, che consentirebbe l'organizzazione di un evento di livello superiore. Fino a questo momento, tuttavia, il Comune di Torino non ha ancora dato il via libera ad un progetto che meriterebbe grande attenzione, visto che consentirebbe ad un’eccellenza cittadina di crescere ulteriormente. Donato D’Auria

 
In attesa delle montagne Gaviria e Sagan incantano al Tour PDF Print E-mail
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Wednesday, 11 July 2018 16:48

Quimper (Bretagna) - L’arrivo di Quimper é davvero ostico. Un lungo rettilineo che piega verso le colline della Bretagna, la strada stretta e l’ultimo chilometro al 5% di salita rendevano la quinta tappa del Tour de France più adatta agli uomini da classiche che ai velocisti. Il favorito della vigilia era Peter Sagan e, come spesso succede, il campione del mondo non ha tradito le attese: ha sfruttato il lavoro della Bmc e della Quick-Step, si é fatto “pilotare” dai suoi gregari fino all’imbocco dell’ultimo strappo e  poi ha battuto tutti con uno scatto di pura potenza . Come nella seconda tappa, la piazza d’onore é andata a Sonny Colbrelli, fino a questo momento il migliore degli italiani, bravo a destreggiarsi nel duplice ruolo di velocista della Bahrain-Merida e gregario di Vincenzo Nibali. Sagan, dunque, raggiunge Fernando Gaviria a quota due vittorie in questo Tour: il colombiano, dopo le vittorie al Giro dello scorso anno, si conferma la nuova scommessa vinta da Patrick Lefevre (Direttore Sportivo della Quick-Step) e il migliore velocista “puro” in circolazione.

Fino a questo momento il Tour non ha avuto la “solita” copertura mediatica, vista la contemporaneità con i Mondiali di Russia e la conclusione del caso Froome, che ha portato nuove critiche al mondo del ciclismo. Il campione britannico, infatti, gareggiava sub judice da dieci mesi per una “non negatività” ad un controllo antidoping effettuato alla scorsa Vuelta. Dopo dieci mesi, 25000 pagine di memoriale difensivo, parcelle milionarie e polemiche a non finire, il vincitore dell’ultimo Giro é stato assolto ed é in corsa al Tour, anche se le critiche a lui e al Team Sky aumentano. A nostro avviso, é giusto prendere atto delle decisioni della giustizia sportiva e spegnere le polemiche, anche se ci sentiamo di affermare che questo processo ha evidenziato la superiorità economica del Team Sky. In un ciclismo sempre più povero di grandi investitori, il gruppo guidato da Rupert Murdoch é l’unica multinazionale in grado di affrontare ogni problema legato alle corse o al loro contorno. La nostra sensazione é che, anche quando le prestazioni di Frooome caleranno, continueranno ad essere loro la squadra da battere.

In questa edizione, in ogni caso, non mancheranno gli avversari per Froome, deciso ad eguagliare Pantani e a vincere Giro e Tour nello stesso anno, proprio come fece il “Pirata” nel 1998. Se ci sono molti dubbi sulle possibilità di Tom Dumoulin, che per la prima volta affronta Giro e Tour nello stesso anno, é sicuro che il principale avversario di Froome sarà Vincenzo Nibali. Lo “Squalo” ha limitato i danni nella cronosquadre e, nella tappa di domenica con arrivo a Roubaix, sarà l’unico dei big che affronterà i tratti in pavé cercando di guadagnare e non giocando in difesa. In caso di prestazione positiva a Roubaix crescerebbero anche le quotazioni di Romain Bardet: il francese é un po’ migliorato a cronometro e ha finalmente a disposizione una squadra di ottimo livello. La Movistar ha deciso di correre con tre punte: il minuto perso da Quintana nella prima tappa, però, potrebbe lanciare Landa e Valverde. I possibili outsider non mancano: Adam Yates, Rigoberto Uran, Warren Barguil e Richie Porte sono corridori da non sottovalutare.

Dopo il primo giorno di riposo la corsa entrerà davvero nel vivo: ci saranno tre giornate sulle Alpi tra martedì 17 e giovedì 19 luglio (quando si arriverà sulla mitica Alpe d’Huez) e due giornate sulle insidiose strade del Massiccio centrale prima del trasferimento sui Pirenei. Oltre al passaggio su salite storiche quali l’Auvisqud e il Tourmalet, la corsa prevede anche una tappa (la diciassettesima) con partenza ad “ondate”: i primi venti della classifica generale partiranno due minuti prima degli altri e non potranno contare sull’aiuto di gregari. Prima della passerella finale di Parigi ci sarà tempo per una cronometro nei Paesi Baschi francesi. Il Tour de France, dunque, potrà riservare ancora grandi emozioni. Luigi M. D’Auria Ha collaborato Luigi Magnani

 
Tempo di bilanci e di programmazione per il Running Center Club Torino PDF Print E-mail
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Sunday, 08 July 2018 14:42

Torino - La primavera agonistica del Running Center Club Torino si è chiusa con una cena, svoltasi presso il ristorante “Catullo” di Torino, che é servita per festeggiare i traguardi raggiunti nelle gare della prima metà del 2018 e per fare il punto sugli obiettivi della stagione autunnale, quando molti podisti decidono di partecipare ad una Maratona. Presente, ovviamente, il coach Donato, che si é detto complessivamente soddisfatto per i risultati degli “azzurri” del Running Center Club Torino, in particolare degli ultimi quaranta giorni, in cui le gare brevi del calendario piemontese sono state il palcoscenico ideale per finalizzare la preparazione dei mesi precedenti.

Nella “Notturna che Vale”, gara che si é disputata sulle familiari strade del Parco del Valentino, sono stati otto gli “Azzurri” presenti: Alberto Pautassi (tredicesimo assoluto e tornato in azzurro dopo alcuni anni d’assenza ), Cristina Grange, che in primavera ha ottenuto ottimi risultati, Alberto Ferrero, Salvatore Raimondo (che nel corso della festa ha comunicato di aver messo in cantiere la Maratona di New York nel 2019) Giorgio Truccone, Claudia Mussa, Stefano Ranno (parso in ripresa nelle ultime uscite agonistiche) ed Elisa Pozzo.

I migliori risultati dal punto di vista agonistico sono arrivati in maggio nella Royal Half Marathon, prima gara a Torino con arrivo su un ponte. Luigi D’Auria si é aggiudicato la vittoria nella gara breve di sei chilometri, mentre Cristina Grange si é aggiudicata la vittoria nella Mezza Maratona, guidando una pattuglia di atleti del Running Center Club Torino formata da Salvatore Raimondo, Federico Cossa, Giovanna Balbi e Arianna Belluco.

Ultima gara prima della pausa estiva è stata la decima “Valentino”, che si é disputata in notturna giovedì 5 luglio e ha visto molti “azzurri”, desiderosi di disputare un’ultima gara prima del periodo di “scarico” estivo. Presenti Sarah Calcagno, Anna Trivellato (sempre presente alla Va Lentino), Stefano Ranno (arrivato quasi insieme a Salvatore Raimondo), Elisa Pozzo, Alberto Ferrero in buona condizione, Claudia Mussa, Giorgio Truccone e Alberto Pautassi, molto presente nel gruppo di atleti più presenti nelle ultime.

Il programma di gare per gli “azzurri” del Running Center Club Torino, dunque, si fermerà fino al prossimo settembre. Per tutti, la seconda metà di luglio e il mese di agosto sono il momento ideale per staccare la spina è concedersi qualche uscita in meno, anche se, soprattutto per coloro che dovranno preparare le maratone autunnali, sarà importante non perdere la condizione acquista con gli allenamenti svolti nell’ultimo periodo. Sarà anche possibile, tra il 19 e il 26 agosto, allenarsi presso il nuovo tracciato da un chilometro di Mezzana della Terra, in contemporanea con lo stage dedicato al Footgolf. Il nuovo tracciato, disegnato, dal coach Donato, consente di svolgere allenamenti mirati e di qualità per affinare la condizione in vista dei primi impegni agonistici. L’estate del Running Center Club Torino, dunque, resta ricca di impegni. Luigi M. D’Auria

Running Center Club To alla Royal Marathon

(Foto: Sebastiano Spina)

Last Updated on Wednesday, 11 July 2018 10:23
 
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