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Un Nuovo Fenomeno per il Ciclismo Mondiale: Egan Bernal vince il Tour de France PDF Print E-mail
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Tuesday, 06 August 2019 11:40

Parigi - Ha solo ventidue anni, ma corre già come un veterano. Quest’anno avrebbe dovuto correre il Giro, ma un infortunio lo ha costretto a concentrarsi sul Tour. In fin dei conti, é andata bene così, perché Egan Bernal ha trionfato nella Grande Boucle, diventando il terzo vincitore più giovane di sempre nella corsa francese, oltre che il primo colombiano. Nonostante questi dati incredibili, la vittoria di Bernal non è stata inattesa, perché da almeno un paio d’anni si parlava di questo giovane colombiano come del futuro prossimo del ciclismo mondiale, con corridori importanti (Froome e Nibali in testa) che avevano espresso parole importanti per lui, senza contare il suo mentore, il tecnico Gianni Savio, che lo ha portato ad allenarsi in Canavese per due anni prima di cederlo al Team Sky/Ineos, perché “Egan sembrava già pronto per fare il salto nel World Tour e competere per vincere una grande corsa a tappe”.

Il percorso di Bernal, nel corso della corsa francese non é stato lineare. La Ineos non é stata in grado di replicare il dominio tattico sulla corsa che aveva posto le basi per i successi di Froome e Thomas, a causa di un’annata negativa di alcuni gregari (Kwiatkowski in primis). Nella prima settimana, la tattica di corsa tutta all’attacco di Alaphilippe ha fatto saltare il banco, rendendo la corsa appassionante e facendo sognare i francesi, che hanno trovato in Julien un corridore in grado di andare forte su tutti i terreni è pronto a fare bene anche in una corsa come il Tour, lunga tre settimane ma con meno montagne rispetto al Giro d’Italia. Il successo di Thibault Pinot sul Tourmalet, poi, sembrava l’anticamera di un duello tutto francese per la conquista della maglia gialla.

Nella terza settimana, come succede puntualmente in ogni grande giro, le carte si sono rimescolate e Bernal é stato bravo a farsi trovare pronto nelle fasi più calde della corsa, staccando gli avversari sul Galibier e nella tappa di Tignes (accorciata a causa di una frana), che hanno visto il crollo di Alaphilippe e il ritiro di Pinot, causato da un infortunio muscolare la cui entità é tutta da chiarire. Protetto anche dal compagno di squadra Thomas, costretto a recitare il ruolo di “gregario di lusso” da una squadra che non ammette dualismi interni (a differenza di quanto accaduto nella Movistar, dove Landa e Quintana si sono prestati i piedi a vicenda e sono finiti lontani dal podio), che si é classificato secondo, Bernal ha potuto chiudere la tappa di Val Thorens sapendo già che a Parigi si sarebbe vestito di giallo, dando il via ad un dominio, annunciato dagli addetti ai lavori, che potrebbe durare a lungo (basti pensare che Kruijswijk, al primo podio al Tour come Bernal, é un classe 1987).

Nel corso della Grande Boucle, non sono mancate anche le gioie per i ciclisti italiani. Matteo Trentin ed Elia Viviani hanno ottenuto dei prestigiosi successi di tappa, mentre Vincenzo Nibali, che non é riuscito a incidere nella classifica generale, si é riscattato vincendo con grinta e classe la tappa di Val Thorens. Positivo anche il rientro in corsa, dopo un grave infortunio, di Fabio Aru, che potrà presentarsi pronto al via di una Vuelta che vedrà al via tantissimi corridori interessati a chiudere al meglio la stagione 2019, da Simon Yates a Geraint Thomas, passando per lo stesso Aru e Alejandro Valverde. Donato D’Auria

Last Updated on Tuesday, 06 August 2019 12:06
 
La dodicesima del Trofeo Ma-Bo parla giapponese PDF Print E-mail
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Friday, 02 August 2019 12:25

Torino - Non é stata certamente una finale attesa, quella della dodicesima edizione del Trofeo Ma-Bo. A sfidarsi sono state, infatti, due tenniste provenienti dal tabellone di qualificazione del torneo. Pur non essendo tenniste con una buona classifica, tuttavia, le due tenniste che si sono sfidate nell’ultimo atto faranno ancora parlare di loro: da un lato, infatti, c’era la diciottenne marchigiana Elisabetta Cocciaretto, semifinalista allo scorso Australian Open Juniores di quest’anno, presentatasi a Torino subito dopo essersi diplomata. A sfidarla, la giapponese Yuki Naito, alla ricerca di punti preziosi in una delle sue prime tournèe di tornei in Europa dopo buoni risultati nei tornei asiatici, anche lei diciottenne e pronta a scalare le classifiche internazionali.

Il percorso nel torneo torinese della Cocciaretto é stato veramente incredibile. La tennista marchigiana, dopo aver superato le qualificazioni, ha superato al primo turno la testa di serie numero uno del tabellone, la svizzera Conny Perrin. Da quel momento per la Cocciaretto é iniziata una serie di vittorie decisamente importanti, culminata con la vittoria in semifinale con l’esperta Claudia Giovine, tennista capace di vincere il torneo torinese nel 2013, quando il montepremi era di 10.000 dollari (oggi é un 25.000 dollari). Ottimo anche il percorso della giapponese, che ha sconfitto tenniste quotate come Simona Waltert, tennista Svizzera numero tre del tabellone, e sorprese come Angelica Moratelli, anche lei tornata ad alti livelli a Torino e proveniente da un tabellone di qualificazione che si é rivelato molto competitivo.

Nella finale, come spesso succede nel tennis, sono stati i dettagli a fare la differenza. Entrambe le tenniste si sono presentate stanche all’appuntamento finale, ma la Cocciaretto é stata meno brava nella gestione dei punti salienti della partita e si é fatta imbrigliare dalla rete di rovesci e colpi di rimessa della Naito, brava a sbagliare pochissimo, soprattutto nelle fasi più “calde” della partita. Il 6/3 6/4 finale, dunque, é un punteggio giusto, che rende giustizia ad un match che non ha visto una grande differenza di livello fra le sfidanti, ma una sensibile differenza di gestione dei momenti più delicati della partita. Nel tabellone di doppio, altra vittoria per la Naito, in coppia con la connazionale Muramatsu.

Terminata questa dodicesima edizione, il collaudato staff organizzativo del torneo Ma-Bo e del Nord Tennis punta a portare avanti il progetto di crescita della struttura dove si svolge il torneo, in attesa dell’approvazione in giunta di un piano di sviluppo del circolo che doterebbe Torino di un centro di tennis all’avanguardia e darebbe la possibilità agli organizzatori di dotare il torneo (considerato tra i 150-180 più importanti del circuito) di un montepremi di livello superiore, anche grazie all’impegno di sponsor che hanno già reso il Ma-Bo un appuntamento con un alto montepremi accessorio all’interno della categoria 25.000 dollari. Donato D’Auria

Elisabetta Cocciaretto (a sinistra), protagonista al 12esimo Trofeo Ma-Bo di Torino

(Foto: Sebastiano Spina)

Last Updated on Friday, 02 August 2019 21:50
 
La quarta edizione del Bol Croatia Open parla sloveno PDF Print E-mail
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Tuesday, 25 June 2019 18:47

Bol – La quarta edizione del Croatia Bol Open, torneo del circuito femminile Wta con montepremi di 125.000 dollari che si é disputato sui campi della pittoresca località turistica dell’isola di Braç, é stata vinta dalla tennista slovena Tamara Zidansek, numero 60 delle classifiche mondiali e prima testa di serie del torneo.

Sui campi in terra rossa allestiti nella città croata dagli organizzatori di Lukas Sport, la tennista slovena é stata brava a rispettare i pronostici, superando avversarie difficili come la giovane connazionale Kaja Juvan (classe 2000), sconfitta con il punteggio di 7/5 al terzo set, al termine di una vera e propria battaglia tennistica fra due giocatrici di grande talento e molto brave ad interpretare al meglio la superficie di gioco. Nessuna sorpresa anche nella parte bassa del tabellone, che ha premiato la spagnola Sorribes Tormo, numero 73 del ranking Wta e seconda testa di serie del torneo. Per la tennista spagnola sono arrivate, nel corso del torneo, vittorie prestigiose contro tenniste con un passato in top 30 come la tedesca Siegmund (sconfitta con il punteggio di 6/1 6/0) e la slovacca Schmiedlova.

Last Updated on Friday, 09 August 2019 13:03
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Il Sella Open 2019 guarda al futuro del Tennis PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Friday, 02 August 2019 10:07

Biella (Bi) - L’edizione 2019 del Sella Open, disputatosi sui campi della Biella Tennis Academy, ha regalato agli appassionati di tennis piemontese una finale tra due talenti emergenti del tennis mondiale: la diciannovenne Ucraina Katarina Zavatska e l’egiziana Maiar Sherif, alle prese con i primi tornei professionistici dopo una promettente carriera nel circuito Itf Junior. Le due tenniste hanno dato vita ad una finale degna del livello raggiunto dal torneo, che ha visto molti cambiamenti rispetto all’edizione 2018, a partire dal cambiamento di data (dalla prima settimana d’agosto alla prima di luglio), passando per un aumento di montepremi consistente (da 15000 dollari a 25000) fino al passaggio dal Tennis Club I Faggi (dove a settembre si svolgerà il torneo Challenger Maschile) alla Biella Tennis Academy,  circolo affidato per nove anni alla gestione di Cosimo Napolitano e del suo staff, con l’intenzione di dare vita ad un progetto che punti ad uno stretto rapporto col territorio senza dimenticare la formazione degli agonisti.

Last Updated on Friday, 09 August 2019 13:03
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Nibali secondo nel Giro d’Italia di Carapaz PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Thursday, 13 June 2019 17:00

Verona – Entrato nell’Arena di Verona vestito di rosa, Richard Carapaz può finalmente festeggiare un successo storico per il suo Paese (l’Ecuador non aveva mai ottenuto un successo di questo peso nel ciclismo) e per la sua carriera, che ora é decollata finalmente, grazie a una vittoria che lo trasporta nell’Olimpo di questo sport. Carapaz non era tra i favoriti alla vigilia del Giro (avrebbe dovuto essere l’ultimo uomo in salita per Mikel Landa), ma si é conquistato giorno dopo giorno la leadership della squadra (ottenuta già dopo una prima settimana molto positiva, impreziosita da una vittoria a Frascati) e della corsa (ottenuta con un attacco sensazionale nella tappa di Courmayeur, dove ha staccato tutti gli avversari). Nell’ultima settimana, ricchissima di salite, Carapaz é stato bravissimo a gestire al meglio la corsa, non facendosi staccare praticamente mai dagli avversari, contenendo gli attacchi di Miguel Angel Lopez e (soprattutto) di Vincenzo Nibali.

Lo Squalo, che ha chiuso il Giro al secondo posto (undicesimo podio nei Grandi Giri per il siciliano), può dirsi soddisfatto delle sue prestazioni nella corsa Rosa, dove ha ben figurato sia in salita che a cronometro, ma alla fine ha pagato le carenze di una squadra non al livello della Movistar di Carapaz (Landa é stato bravissimo a calarsi nel ruolo di gregario di lusso) e la mancanza di un pizzico di brillantezza in più, che gli avrebbe consentito di perdere meno da Carapaz nella tappa di Ceresole.

Tra i delusi di questo Giro d’Italia, c’é sicuramente Primoz Roglic. Lo sloveno, che si presentava alla vigilia della Corsa Rosa con i favori del pronostico e forte della vittorie alla Tirreno Adriatico e al Giro di Romandia, era partito benissimo, ma nell’ultima settimana ha perso tempo sul Mortirolo e a Croce d’Aune, mostrando di dover ancora migliorare nella gestione delle tre settimane per vincere una grande corsa a tappe. Mai protagonista, a differenza dello scorso anno, anche Simon Yates ed Elia Viviani: il primo non è riuscito ad essere protagonista per la vittoria finale ed é sempre rimasto lontano dal podio, il secondo non ha colto neanche una vittoria negli sprint, che sono andati a Demare, a Caleb Ewan e al tedesco Ackerman, vincitore con merito della maglia ciclamino.

In attesa di un’edizione del Tour de France orfana di Chris Froome, infortunatosi gravemente durante una ricognizione al Giro del Delfinato, il Giro d’Italia numero 102 é andato in archivio consegnando al ciclismo mondiale un nuovo potenziale fenomeno (Carapaz), ma anche tre giovani italiani su cui il nostro ciclismo potrà fare affidamento: Valerio Conti, Giulio Ciccone e Fausto Masnada sono corridori con margini importanti di miglioramento, adatti sia alle classiche più difficili che ai grandi giri. Donato D’Auria

Last Updated on Friday, 02 August 2019 21:51
 
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