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La quarta edizione del Bol Croatia Open parla sloveno PDF Print E-mail
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Tuesday, 25 June 2019 18:47

Bol – La quarta edizione del Croatia Bol Open, torneo del circuito femminile Wta con montepremi di 125.000 dollari che si é disputato sui campi della pittoresca località turistica dell’isola di Braç, é stata vinta dalla tennista slovena Tamara Zidansek, numero 60 delle classifiche mondiali e prima testa di serie del torneo.

Sui campi in terra rossa allestiti nella città croata dagli organizzatori di Lukas Sport, la tennista slovena é stata brava a rispettare i pronostici, superando avversarie difficili come la giovane connazionale Kaja Juvan (classe 2000), sconfitta con il punteggio di 7/5 al terzo set, al termine di una vera e propria battaglia tennistica fra due giocatrici di grande talento e molto brave ad interpretare al meglio la superficie di gioco. Nessuna sorpresa anche nella parte bassa del tabellone, che ha premiato la spagnola Sorribes Tormo, numero 73 del ranking Wta e seconda testa di serie del torneo. Per la tennista spagnola sono arrivate, nel corso del torneo, vittorie prestigiose contro tenniste con un passato in top 30 come la tedesca Siegmund (sconfitta con il punteggio di 6/1 6/0) e la slovacca Schmiedlova.

Nella sfida finale, molto combattuta, la Zidansek é stata molto brava a gestire al meglio le fasi più delicate dell’incontro, chiudendo la sfida in due set combattuti. Con un doppio 7/5, dunque, la classe 1997  ha potuto festeggiare il primo successo in un torneo del circuito maggiore, ottimo coronamento di una prima parte di stagione molto positiva, nella quale é entrata in top 100. Per la Sorribes, invece, appuntamento rimandato con un titolo Wta, anche se questa specialista del rosso potrà togliersi altre soddisfazioni su questi campi in futuro. Nel torneo di doppio, invece, vittoria per le seconde teste di serie, la svizzera Bacsinszky e la lussemburghese Minella hanno sconfitto le favorite della vigilia, la svedese Lister e la ceca Voracova, con il punteggio di 10/4 al super tie-break finale.

Per il torneo croato, dunque, un’edizione positiva, che ha visto tante giovani tenniste in evidenza e una cornice di pubblico ottima, con tanti appassionati pronti ad abbinare il grande tennis ad una visita ad una bella località turistica dell’Adriatico. Si tratta di una formula che la Croazia ha già sperimentato, con successo, con il torneo maschile di Umago e che rappresenta un modello che anche l’Italia potrebbe provare a seguire, coniugando lo sviluppo del movimento tennistico alla crescita di una località delle nostre coste. Donato D’Auria

Last Updated on Tuesday, 25 June 2019 18:49
 
Nibali secondo nel Giro d’Italia di Carapaz PDF Print E-mail
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Thursday, 13 June 2019 17:00

Verona – Entrato nell’Arena di Verona vestito di rosa, Richard Carapaz può finalmente festeggiare un successo storico per il suo Paese (l’Ecuador non aveva mai ottenuto un successo di questo peso nel ciclismo) e per la sua carriera, che ora é decollata finalmente, grazie a una vittoria che lo trasporta nell’Olimpo di questo sport. Carapaz non era tra i favoriti alla vigilia del Giro (avrebbe dovuto essere l’ultimo uomo in salita per Mikel Landa), ma si é conquistato giorno dopo giorno la leadership della squadra (ottenuta già dopo una prima settimana molto positiva, impreziosita da una vittoria a Frascati) e della corsa (ottenuta con un attacco sensazionale nella tappa di Courmayeur, dove ha staccato tutti gli avversari). Nell’ultima settimana, ricchissima di salite, Carapaz é stato bravissimo a gestire al meglio la corsa, non facendosi staccare praticamente mai dagli avversari, contenendo gli attacchi di Miguel Angel Lopez e (soprattutto) di Vincenzo Nibali.

Lo Squalo, che ha chiuso il Giro al secondo posto (undicesimo podio nei Grandi Giri per il siciliano), può dirsi soddisfatto delle sue prestazioni nella corsa Rosa, dove ha ben figurato sia in salita che a cronometro, ma alla fine ha pagato le carenze di una squadra non al livello della Movistar di Carapaz (Landa é stato bravissimo a calarsi nel ruolo di gregario di lusso) e la mancanza di un pizzico di brillantezza in più, che gli avrebbe consentito di perdere meno da Carapaz nella tappa di Ceresole.

Tra i delusi di questo Giro d’Italia, c’é sicuramente Primoz Roglic. Lo sloveno, che si presentava alla vigilia della Corsa Rosa con i favori del pronostico e forte della vittorie alla Tirreno Adriatico e al Giro di Romandia, era partito benissimo, ma nell’ultima settimana ha perso tempo sul Mortirolo e a Croce d’Aune, mostrando di dover ancora migliorare nella gestione delle tre settimane per vincere una grande corsa a tappe. Mai protagonista, a differenza dello scorso anno, anche Simon Yates ed Elia Viviani: il primo non è riuscito ad essere protagonista per la vittoria finale ed é sempre rimasto lontano dal podio, il secondo non ha colto neanche una vittoria negli sprint, che sono andati a Demare, a Caleb Ewan e al tedesco Ackerman, vincitore con merito della maglia ciclamino.

In attesa di un’edizione del Tour de France orfana di Chris Froome, infortunatosi gravemente durante una ricognizione al Giro del Delfinato, il Giro d’Italia numero 102 é andato in archivio consegnando al ciclismo mondiale un nuovo potenziale fenomeno (Carapaz), ma anche tre giovani italiani su cui il nostro ciclismo potrà fare affidamento: Valerio Conti, Giulio Ciccone e Fausto Masnada sono corridori con margini importanti di miglioramento, adatti sia alle classiche più difficili che ai grandi giri. Donato D’Auria

 
Giro d’Italia 102: Carapaz si inserisce nel duello fra Nibali e Roglic PDF Print E-mail
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Sunday, 26 May 2019 10:40

Ivrea (To) – A una sola giornata dalla fine della seconda settimana di corsa, il Giro d’Italia numero 102 inizia a prendere una fisionomia ben definita. Il brutale trittico di salite sulle Alpi Occidentali (Pinerolo, Lago Serrù e Courmayeur) ha emesso le sue sentenze: Vincenzo Nibali e Primoz Roglic si giocheranno la maglia rosa fino all’ultima tappa, ma attenzione allo scalatore ecuadoriano Richard Carapaz, ventiseienne esploso proprio al Giro dell’anno scorso (quando vinse la tappa di Montevergine  con uno scatto potente) che sembra aver trovato la sua consacrazione, anche grazie ad una squadra (la Movistar di Eusebio Unzue) che si é dimostrata l’unica in grado di controllare la corsa dal punto di vista tattico.

In questi primi quattordici giorni di corsa lo spettacolo non é mancato, a partire dal primo giorno, quando Roglic ha letteralmente spianato il duro stratto di San Luca e conquistato la prima maglia rosa davanti a Yates e Nibali. Il Primo scossone alla generale, però, lo ha dato la tappa di Frascati con una rovinosa caduta che ha premiato Roglic (fortunato e bravo a trovarsi nelle posizioni di testa del plotone) e costretto uno dei favoriti della vigilia, Tim Dumoulin, a dire addio ai sogni di gloria a causa di una brutta ferita al ginocchio. La prima settimana si é conclusa all’insegna delle fughe nelle tappe di San Giovanni Rotondo e L’Aquila (che hanno portato in rosa Valerio Conti, laziale della Uae) e della cronometro di San Marino, vinta da Roglic, anche se Nibali ha realizzato una prestazione di assoluto livello, che gli ha consentito di guadagnare tempo preziosismo su Yates, Landa e López, che hanno abbandonato proprio a cronometro il loro sogno in rosa.

Le montagne del Piemonte e della Val d’Aosta hanno espresso verdetti importanti. In assenza di Dumoulin e con un Simon Yates spesso in difficoltà, Nibali e Roglic hanno iniziato un duello fisico e mentale che é diventato evidente sulle dure rampe della salita del Lago Serrù, quando si sono controllati e sfidati. La Movistar ne ha approfittato e, sfruttando anche una squadra di altissimo livello, ha consentito a Landa di tornare in classifica e a Carapaz di vestire la Maglia Rosa a Courmayeur, grazie ad un attacco rischioso e spettacolare, iniziato sulla salita del Colle San Carlo e proseguito fino al traguardo, posto di fronte alla partenza della Funivia del Monte Bianco.

Nell’ultima settimana, in ogni caso, ci sarà spazio per recuperare terreno e anche ribaltare la classifica, grazie ad arrivi in salita come quelli di Ponte di Legno (senza il passaggio sul Gavia, ma comunque con il Mortirolo) e Croce d’Aune, senza dimenticare tappe come quella odierna (che ricalca l’arrivo del Giro di Lombardia) e la diciassettesima, con arrivo allo Stadio del Biathlon di Anterselva. Roglic, anche grazie alla cronometro finale di Verona, resta il favorito, ma Nibali sembra in palla e in grado di siglare il suo terzo sigillo al Giro. Carapaz puó fare la sorpresa, ma le sue scarse doti di cronoman lo obbligano a cercare di guadagnare altro terreno. Difficili, invece, le rimonte di Landa e Yates (staccati di diversi minut), anche se le loro azioni potrebbero essere l’ago della bilancia di un Giro particolarmente spettacolare e intenso. Donato D’Auria

 
Forejtek e Noel si aggiudicano il Bonfiglio numero 60 PDF Print E-mail
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Sunday, 26 May 2019 13:53

Milano - L’edizione numero 60 del Trofeo Bonfiglio, Campionati Internazionali d’Italia Juniores, non é stata avara di sorprese. Il prestigioso torneo di tennis Juniores, disputatosi sui campi del Tennis Club Bonacossa di Milano, é stato vinto dal tennista ceco Jonas Forejtek, numero 4 delle classifiche internazionali Juniores, e dall’americana Alexa Noel, numero 19 della classifica Itf e sesta giocatrice del tabellone, a riprova del fatto che, anche in campo Juniores, non sempre i principali favoriti risultano vincitori dei tornei, soprattutto in competizioni come il Bonfiglio, dove i talenti di assoluto rilievo sono sempre numerosi.

Il cammino di Forejtek in tabellone é stato tutt’altro che privo di insidie. Nei quarti di finale, il filiforme talento di Pilsen ha sconfitto in due set combattuti l’americano Tyler Zink, una delle mine vaganti del torneo, mentre nel penultimo atto della competizione é stato costretto ad una dura battaglia con il talento azzurro Matteo Arnaldi, che ha incantato il pubblico del Bonacossa con il suo gioco adattissimo alla terra battuta, che gli ha consentito di eliminare la prima testa di serie del tabellone, l’italo-americano Emilio Nava. Sconfitto ai quarti, invece, l’altro italiano Matteo Moroni, sconfitto dallo statunitense Martin Damm, a sua volta battuto in semifinale dall’argentino Tirante, bravo a far valere la sua abilità nel “manovrare” il gioco da fondo campo. Nella finale, disputatasi domenica 26 maggio, Forejtek é stato bravo a sfruttare il maggiore “peso” dei suoi colpi e a fiaccare la resistenza di un Tirante parso stanco dopo le tante battaglia tennistiche disputate nel corso della settimana al Bonfiglio.

Anche in campo femminile le sorprese non sono mancate. La danese Tauson, prima favorita del tabellone e numero uno della classifica mondiale giovanile, non ha disputato un buon torneo e nella parte alta del tabellone si sono ritrovate in semifinale la canadese Collard e Sada Nahimana, tennista del Burundi che é riuscita a proseguire la sua carriera tennistica grazie ad un programma della Federazione internazionale rivolto ai talenti dei Paesi emergenti. Nella parte bassa, invece, clamorosa qualificazione alla semifinale per la quattordicenne Fruhvirtova, già protagonista nel circuito Under 18. Alexa Noel, statunitense dell’Arizona, é stata, tuttavia, bravissima a far valere la potenza dei suoi colpi e a superare, in due partite non scontate, prima la giovanissima ceca e poi la Nahimana, in un ultimo atto che ha visto il tennis africano vicino ad un’incredibile prima vittoria al Bonfiglio.

Il Trofeo Bonfiglio, dunque, si conferma una vetrina di assoluto valore per i giovani talenti del circuito Juniores, pronti a tentare il definitivo salto di qualità tra i professionisti. Anche la collocazione nel calendario é strategica, grazie alla vicinanza con la partenza del Roland-Garros. Un torneo che, ha consentito a tantissimi protagonisti del tennis mondiale di mettersi in mostra e che continua a rivestire un ruolo importante all’interno di un calendario Juniores che, pur non essendo sempre veritiero per quanto riguarda il futuro delle classifiche mondiali, resta sempre un passaggio obbligato per la crescita dei tennisti del futuro. Donato D’Auria

Last Updated on Sunday, 26 May 2019 14:25
 
Rimonda e Brignone si impongono nella Notturna che Vale PDF Print E-mail
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Friday, 17 May 2019 19:50

Torino - Nella piovosa serata di venerdì 17 maggio 2019 circa trecento podisti hanno partecipato alla Notturna che Vale, gara podistica organizzata dall’Equilibra Running Team di Lucio Danza. Si tratta di un’organizzazione ormai rodata, che ha inaugurato la stagione delle gare “notturne” con questa prova di dieci chilometri che si snodava interamente lungo le sponde del Po, con partenza e arrivo poste al Parco del Valentino, con un percorso certamente allenante e molto ben disegnato, anche se nell’edizione 2019 la grande protagonista della gara è stata la pioggia, che ha costretto i podisti a disputare la gara in condizioni quasi autunnali e insolite per questa stagione.

Anche a causa del maltempo, non erano presenti diversi atleti protagonisti del calendario piemontese, anche se non è mancato lo spettacolo sportivo, garantito da un arrivo in volata. L’atleta ligure Valerio Brignone, infatti, ha avuto ragione solo negli ultimissimi metri di Mario Mazzon, sconfitto solo dopo una lunga volata, nella quale Brignone ha anche rischiato di perdere la gara negli ultimi metri a causa di una traiettoria che lo avrebbe portato fuori dal percorso di gara. Per entrambi il tempo finale é stato di 34’04”. Al terzo posto, invece, si è classificato, con il tempo di 34’48”, Riccardo Bonino, rimasto staccato dai primi due negli ultimi chilometri di gara.

Molto combattuta anche la gara femminile, che vedeva al via le tre principali favorite con personali simili sulla distanza. Alla fine la vittoria è andata a Francesca Rimonda, già in evidenza alla Mezza di Varenne, che ha interpretato il percorso (non pianeggiante e con un piccolo tratto in sterrato) meglio delle avversarie e ha chiuso in 39’29”. Secondo posto per un’altra delle favorite, Cristina Grange, portacolori del Running Center Club Torino, arrivata con il tempo di 39’55”. Terzo posto e altro podio per Antonella Gravino, un po’ in difficoltà sulle strade del Valentino, che ha concluso con un tempo vicino ai 41’, un po’ distante dal suo personale.

La Notturna che Vale, dunque, si conferma appuntamento d’apertura ormai tradizionale della stagione delle gare in notturna, apprezzato da diversi atleti anche per la sua collocazione nel fine settimana. Unico neo di questa edizione è stato certamente il maltempo, che ha portato diversi atleti ad un forfait dell’ultimo momento. L’organizzazione di Lucio Danza e del suo fidato team, tuttavia, si è confermata buona anche in questa edizione, condotta in porto nel migliore dei modi dagli organizzatori, a cui non resta che sperare, per le prossime edizioni della “Notturna che Vale”, in un maggiore aiuto da parte del meteo. Luigi M. D’Auria

Il podio donne della notturna che Vale

(Foto: Sebastiano Spina)

Last Updated on Saturday, 18 May 2019 09:06
 
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