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Tamberi guida la nuova generazione di atleti agli Assoluti 2016 PDF Stampa E-mail
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Domenica 26 Giugno 2016 20:41

Tamberi guida la nuova generazione di atleti agli Assoluti 2016

Rieti - Lo storico stadio Raoul Guidobaldi di Rieti ha ospitato, nella giornata di domenica 26 giungo 2016, la giornata conclusiva dei Campionati Italiani di Atletica leggera. Dopo le tante batterie di venerdì e sabato, domenica é stata dedicata unicamente alle finali, che hanno regalato qualche sorpresa al movimento azzurro.

Come previsto, il personaggio di questi campionati italiani é stato Gianmarco Tamberi. Complici le assenze degli unici rivali credibili, Fassinotti e Chesani, Gimbo ha letteralmente dominato la gara del salto in alto maschile. In ogni caso, l'Assiro ha anche convinto, grazie alla splendida misura di 2.36, colta con un solo errore intermedio. Tamberi ha poi provato anche uno straordinario 2.41, misura mancata non di molto. Insomma, stiamo parlando di un atleta che, nonostante gli atteggiamenti da rockstar, sta lavorando duro per regalarci un sogno alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

La giornata si é aperta, però, con i 10000 metri di marcia, che si sono disputati su un circuito esterno allo stadio. Nel maschile, ottima gara del ventunenne Francesco Fortunato, bravo ad imporsi su una concorrenza non particolarmente agguerrita. L'andriese non ha avuto diffioltà ad imporsi su Leonardo  Dei Tos e Federico Tontodonati, parso poco pronto sulla distanza breve.

Tra le note più positive della giornata, segnaliamo il cambio generazionale che sta (finalmente) arrivando in quasi tutte le discipline della nostra atletica. Dopo un dominio durato più di un decennio, infatti, Nicola Vizzoni ha ceduto lo scettro del lancio del martello, dove é stato superato da Marco Lingua, che farà festeggiare in maniera ottimale il settantesimo compleanno al CUS Torino. Splendida anche la prova di Dariya Derkach nel triplo donne, che ha migliorato il suo personale due volte, siglando degli ottimi 14.12 e 14.15. Ottimo secondo posto per Eleonora D'Elicio, che precede la grande sconfitta di giornata, Simona La Mantia.

Nella velocità, bella prova d'efficienza di Eseosa  Desalu nei 200, che ottiene un ottimo 20.31, precedendo il campione uscente Manenti e Matteo Galvan, che non é riuscito a bissare la vittoria nei 400. Bis stregato, nelle stesse distanze, anche per Libania Grenot, che come nei 400 ha preceduto Maria Benedicta Chigbolu, ma non é riuscita a superare un'ottima Gloria Hooper che, con un buon 22.90, che le regala la doppietta 100/200, si conferma matura per correre nei palcoscenici più prestigiosi.

Nel mezzofondo veloce, si conferma campionessa dei 1500 metri Margherita Magnani, che correndo in solitaria non riesce ad andare oltre il tempo di 4.18, decisamente distante dal minimo per Rio. Decisamente più spettacolare la gara maschile, dove si é imposto Yemen Crippa, che sta completando un bel percorso di formazione che lo dovrebbe trasformare in un mezzofondista a tutto tondo.

Tra le ultime gare andate in programma c'é stato il triplo maschile. Complice un Donato lontano dalle sue migliori prestazioni e un Greco alle prese con l'ennesimo ritorno da un infortunio, Daniele Cavzzani trova la gara della vita e si laurea campione italiano, sia pure con un modesto 16.42. Come da tradizione, gli italiani sono stati chiusi dalle staffette 4x400, che hanno incoronato i due Dream Team in gara, le Fiammelle Gialle nel maschile e l'Esercito nel femminile, capace di realizzare il record italiano di società e di candidarsi come quartetto di livello anche per la Nazionale.

In questi campionati abbiamo visto, in generale, qualche lampo di atletica di caratura internazionale e molti giovani di buon livello, che fanno sperare in buoni risultati europei e in qualche bel risultato olimpico. Gli organizzatori (tra cui erano presenti anche i figli e la moglie di Andrea Milardi) si sono fatti valere, anche se qualche ingranaggio della macchina organizzativa deve essere oliato in vista dei Mondiali Juniores 2020, che si svolgeranno propri nel capoluogo Sabino. Luigi M. D'Auria

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Giugno 2016 20:46
 
Primi verdetti ai Campionati Italiani di Atletica leggera PDF Stampa E-mail
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Sabato 25 Giugno 2016 20:00

Primi verdetti ai Campionati Italiani di atletica leggera

Rieti - La grande atletica italiana é tornata in una delle sue storiche case: lo Stadio Raoul Guidobaldi di Rieti. Nonostante la grande quantità di eventi organizzati nel capoluogo Sabino (tra cui lo storico meeting e i Campionati Juniores del 2013) era dal 2003 che gli assoluti non si svolgevano nel centro geografico d'Italia. Ovviamente, non poteva mancare il ricordo di Andrea Milardi, storico animatore del movimento atletico reatino e anima della celebre Atletica Studentesca, vera e propria fucina di talenti, che ci ha lasciato da poco. Proprio in ricordo di Andrea e del suo impegno per i giovani, si sono svolte al Guidobaldi le finali della "Scheggia Sabina", gara di 60 metri dedicata alle quinte elementari della Provincia di Rieti.

Per quanto riguarda il lato agonistico della manifestazione, tutti i presenti sono concordi nel sottolineare che questa é stata la giornata di Matteo Galvan. Il quattrocentista delle Fiamme Gialle, infatti, ha realizzato un pazzesco (per gli standard italiani) 45"12, che gli ha regalato il minimo olimpico, oltre al titolo e al primato nazionale. L'urlo del Presidente Fidal Alfio Giomi a fine gara riassume bene la gioia e lo stupore dei presenti nel vedere un italiano correre i 400 metri piani su tempi di livello internazionale. La missione, a questo punto, é cercare la medaglia ai prossimi europei di Amstrdam e provare ad ottenere una semifinale olimpica.

Ha un po' deluso le aspettative del pubblico, invece, quella che doveva essere la gara regina della giornata odierna: il salto in alto femminile. Complice anche un acquazzone che ha bagnato non poco la pedana, la favorita della vigilia Alessia Trost si è fermata alla misura di 1.94, lontana dai suoi salti migliori. La pordenonese ha comunque palesato un'ottima forma, così come La Furlani e la Omoregie, che stanno continuando a saltare vicine a 1.90. Molto deludente, invece, Desiree Rossit, incapace di ripetere lo splendido 1.97 di pochi giorni fa. La friulana, per diventare una grande atleta, deve ancora lavorare molto su costanza ed emotività.

Tra i più convincenti ci sono stati il giovane Filippo Tortu, capace di imporsi nei 100 metri con un discreto 10.32, ottenuto con molto vento contrario. Al di là del tempo, Tortu ha stupito tutti, correndo con grande magurità una gara in cui si trovava di fronte tutti gli sprinter che hanno dominato nel panorama nazionale negli ultimi dieci anni. Molto bene anche Anna Incerti, che nei 5000 metri ha ottenuto il pass per le Olimpiadi, correndo un ottimo 15'22" praticamente da sola. Il minimo Olimpico, invece, é mancato al lunghista Marcel Jacobs, che agli Europei dovrà fare una gara perfetta per alimentare le sue speranze olimpiche.

Nel salto con l'asta maschile, invece, lo scettro resta nelle mani di Giorgio Piantella, che centra il dodicesimo titolo nazionale, il sesto all'aperto, grazie ad un modesto 5.35. Dietro di lui si piazzano i giovani Sinno e Luigi Robert Colella, giovane figlio d'arte che gareggia per la storica e ricostituita U.S. Foggia. Speriamo che in tutte le specialità della nostra atletica possa cncrtizzarsi in tempi brevi un ricambio generazionale di qualità, che possa riportare la nostra nazionale a livelli d'eccellenza quantomeno a livello europeo. Luigi M. D'Auria

Ultimo aggiornamento Sabato 25 Giugno 2016 20:37
 
Federico Arnaboldi vince il cinquantaduesimo "Avvenire" PDF Stampa E-mail
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Domenica 19 Giugno 2016 12:10

Federico Arnaboldi vince il cinquantaduesimo "Avvenire"

Milano - Il trofeo Avvenire, il più importante torneo italiano di tennis riservato a giocatori e giocatrici della categoria under 16, ha compiuto quest'anno cinquantadue anni d'età. Come al solito, il torneo si é disputato sui campi del tennis club Ambrosiano, importante circolo che si trova in Via Feltre, vicino al Parco Lambro.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Giugno 2016 14:24
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Antonio Catallo in evidenza ai campionati Italiani Allievi di Jesolo PDF Stampa E-mail
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Martedì 21 Giugno 2016 12:07

Antonio Catallo in evidenza ai Campionati Italiani Allievi di Jesolo

Jesolo (Venezia) - Dal 17 al 19 giugno si sono svolti a Jesolo, presso lo stadio "Armando Picchi", i Campionati Italiani di Atletica Leggera categoria allievi. Stiamo parlando di un evento di sicuro valore, perché consente tantissimi giovani atleti di percorrere i primi passi nell'atletica che conta è di qualificarsi alle manifestazioni internazionali di categoria.

Per fortuna della nostra atletica, a Jesolo si sono messi in luce diversi giorni atleti e atlete, che hanno realizzato tempi di valore mondiale. La loro priorità resta, ovviamente, quella di divertirsi praticando questo splendido sport, ma allo stesso tempo devono iniziare a decidere se vogliono provare a praticarlo a livelli alti. Tra di loro, non si può non citare la giovane bergamasca Marta Zenoni, classe 1999, capace di mettersi in mostra già agli scorsi campionati italiani assoluti dello scorso anno. Il nostro movimento, inoltre, sembra essere particolarmente in salute anche negli ostacoli, visto che sia Desola Oki che Mattia Di Panfilo hanno ottenuto dei tempi di eccellenza mondiale, che garantiscono loro un biglietto da protagonisti per i mondiali di categoria.

Grazie alla segnalazione di Carmine Ricci, decano dell'atletica foggiana e allenatore della storica Unione Sportiva Foggia, abbiamo avuto la possibilità di incontrare e scambiare qualche parola con un talento che si é fatto valere a Jesolo: il foggiano (precisamente di Troia, città famosa per uno splendido duomo romanico) Antonio Catallo, che ha ottenuto un ottimo secondo posto nei 3000 metri (dove ha realizzato uno splendido 8'33") e un buon terzo posto nei 1500, posizioni che gli hanno consentito di farsi conoscere al pubblico nazionale e di sperare in una convocazione per gli Europei allievi di quest'anno. In realtà, Antonio avrebbe potuto partecipare da protagonista anche ai 2000 siepi, ma all'ultimo minuto ha deciso di rinunciare per puntare tutto sulle discipline in cui vuole provare a fare il salto di qualità tra i grandi.

Parlando con Antonio e con il suo allenatore, abbiamo avuto la sensazione di trovarci di fronte ad un ragazzo semplice, che corre soprattutto perché questo sport gli piace molto. Dal campo di Troia al celebre "Campo Scuola" di Foggia il passo é stato abbastanza breve, visto che fin dai giochi studenteschi di tre anni fa Antonio ha dimostrato delle grandi qualità. In poco tempo, a Foggia si sta riformando una bella scuola di mezzofondo, il cui sogno é quello di tradurre in risultati internazionali la passione di una città che negli anni 60 e 70 ha sfornato una nidiata di ottimi atleti, che si sono però fermati ad un passo dai grandi eventi internazionali.

Nel frattempo, Antonio studia al liceo scientifico e viaggia tra Troia e Foggia per studiare ed allenarsi. Siamo convinti che, se continuerà ad allenarsi con questa umiltà e questa passione, in poco tempo accumulerà grandi esperienze nazionali ed internazionali, che gli saranno utili per non sbagliare mai le gare importanti e intraprendere una bella carriera internazionale. Luigi M. D'Auria

Il talento foggiano Antonio Catallo con il suo tecnico Carmine Ricci (Foto: Sebastiano Spina)

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Giugno 2016 19:52
 
Finisce sul più bello il sogno del Foggia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 14 Giugno 2016 12:22

Finisce sul più bello il sogno del Foggia

Foggia - Al termine della partita, in pochi, tra i quasi ventimila spettatori presenti allo Stadio Zaccheria, sono riusciti a trattenere le lacrime. Dopo diciotto anni, infatti, il Foggia sembra davvero pronto a tornare in Serie B. Invece, come accadde nove anni fa ad Avellino, i Satanelli si sono bloccati sul più bello, vanificando nella finale play-off nove mesi di lavoro.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Giugno 2016 14:26
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