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Grande atletica e qualche lampo italiano al Golden Gala PDF Print E-mail
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Wednesday, 14 June 2017 20:50

Grande atletica e qualche lampo italiano al Golden Gala

Roma - 20.34. Con questo buon tempo Filippo Tortu é entrato, dalla porta principale, nel mondo dello sprinter di alto livello. Appena entrato nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, Tortu si é lasciato alle spalle un inverno complicato (in cui ha accusato qualche problema fisico) conquistando il minimo per i Mondiali di Londra della prossima estate. Il merito principale di Tortu, che non correva i 200 da due anni, é stato quello  di non aver tremato di fronte ad atleti molto più quotati di lui, come Lemaitre e De Grasse. A parte il canadese, che ha chiuso in 20.01, tutti gli altri sono parsi non ancora al meglio, consentendo a Tortu di accarezzare il sogno del podio fino a venti metri dalla fine. Ora la priorità per lo sprinter milanese é quella di recuperare da un infortunio (le cui dinamiche non sono state chiarite) patito poco dopo il Golden Gala, che non dovrebbe consentirgli di partecipare agli Europei Juniores di Grosseto.

Lo spettacolo del  trentasettesimo Golden Gala, tuttavia, non si é limitato ai 200 metri maschili. In un Olimpico molto affollato dai tifosi della grande atletica, infatti, non sono mancate le gare di elevato tasso tecnico. Nei 100 metri femminili, ad esempio, l'olandese Dafne Schippers é tornata a sconfiggere le sprinter giamaicane e statunitensi dopo alcuni mesi di crisi. Ottimo anche il livello tecnico dei 3000 siepi maschili, dove la gara veloce ha aiutato due italiani, Abdoullah Bamoussa e Yohannes Chiappinelli, di raggiungere il minimo per i Mondiali di Londra (risultato non scontato per i nostri azzurri). Emozionante anche la gara degli 800 metri maschili, dove la lepre designata, Nijel Amos, ha guadagnato un grande vantaggio sugli altri partecipanti, sfruttando una gara tattica e infiammando il pubblico di Roma. Il potente sprint del polacco Kszczot, però, ha posto fine aI suoi sogni di gloria a cinquanta metri dalla fine.

I  buoni risultati di alcuni azzurri, tuttavia, non devono far dimenticare che i nostri atleti, a livello internazionale, fanno ancora fatica ad imporsi. Anche il tempo di Tortu, splendido per gli standard cui sono abituati i nostri tifosi, non vale ancora una finale di livello mondiale. Diversi atleti, poi, devono ancora crescere se vogliono ottenere dei buoni risultati ai Mondiali. É il caso di Alessia Trost, ferma alla misura di 1.91 nell'alto, molto lontana dalla vincitrice, la russa Maria Kuchina. L'atletuca italiana, però, può consolarsi con il Golden Gala, evento che, nonostante la crisi della nostra atletica, riesce a conformarsi in Diamond League. Luigi M. D'Auria

Last Updated on Wednesday, 14 June 2017 21:35
 
Dopo quattro anni gli Europei Juniores di atletica tornano in Italia PDF Print E-mail
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Sunday, 11 June 2017 14:02

Dopo quattro anni gli Europei Juniores di atletica tornano in Italia

Grosseto - Manca poco più di un mese all'inizio dei campionati Europei Juniores 2017, che si svolgeranno a Grosseto. L'Italia, dunque, torna ad ospitare una rassegna continentale quattro anni dopo gli Europei Juniores del 2013, che si disputarono allo Stadio Raul Guidobaldi di Rieti. Dal 20 al 23 luglio della prossima estate, invece, il teatro delle gare sarà un altro luogo simbolo dell'altletica italiana: lo Stadio Carlo Zecchini di Grosseto, dove si disputarono i Mondiali Juniores del 2004, edizione in cui si mise in mostra Andrew Howe, vincitore dei 200 metri, e gli Europei Juniores del 2001.

Viene premiato, dunque, lo sforzo organizzativo della Fidal, che ha portato in Italia una rassegna continentale per la seconda volta in quattro anni, ma anche delle amministrazioni locali di Grosseto, città non molto grande ma decisa a sfruttare questo importante evento anche come vetrina di promozione turistica del territorio. Anche gli impianti di Casa Mora, a Castiglione della Pescaia, saranno coinvolti nella manifestazione come impianti di allenamento. Pochi giorni fa, inoltre, sono iniziati i lavori di ristrutturazione del campo scuola "Bruno Zauli", che sarà sede del riscaldamento ore gara degli atleti.

Sono stati realizzati anche diversi lavori di adeguamento allo Stadio Zecchini, soprattutto per aumentare l'elasticità delle pedane e per adeguare la pista agli standard internazionali imposti dalla Federazione Europea, decisamente più esigente rispetto al 2004. Tutti i lavori, in ogni caso, saranno terminati almeno con un anticipo minimo rispetto all'arrivo degli atleti a Grosseto. Proprio la logistica sarà uno degli aspetti su cui gli organizzatori dovranno concentrarsi maggiormente. Grosseto, infatti, non dispone di un aeroporto, e dunque volontari e personale della Fidal dovranno essere bravi a gestire il flusso di dirigenti, atleti, tecnici e accompagnatori che arriveranno in Italia, soprattutto negli aeroporti di Roma e Firenze.

Dal punto di vista tecnico, non mancano gli atleti italiani in grado di ottenere buoni risultati. Atleti come Filippo Tortu (anche se la sua presenza non é così scontata dopo l'infortunio patito a Roma subito dopo il Golden Gala) e Marta Zenoni possono puntare ad una medaglia. Il Responsabile per le rappresentative giovanili, Stefano Baldini, insieme a Gabriella Dario, che sarà a Grosseto in veste di capitano degli azzurrini, e Luciano Gigliotti, hanno sponsorizzato un maxi raduno per selezionare i convocati alla rassegna continentale. Agli "Azzurrini" é chiesto di provare a migliorare i propri tempi, acquisendo anche maggiore esperienza in campo internazionale. La vittoria nell'incontro con Francia e Germania, disputatosi ad Halle in primavera, rappresenta uno stimolo a far bene e a non aver paura di confrontarsi con i millecinquecento atleti che arriveranno da ogni angolo d'Europa. Luigi M. D'Auria

 
Il Filadelfia rinasce: grande festa per i tifosi del Torino PDF Print E-mail
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Friday, 09 June 2017 15:35

Il Filadelfia rinasce: grande festa per i tifosi del Torino

Torino - Sono passati più di vent'anni da quando lo stadio Filadelfia (per tutti i tifosi del Torino semplicemente "il Fila") é stato abbandonato definitivamente. Chiudeva i battenti, allora, il teatro delle imprese del Grande Torino ma anche uno dei luoghi simbolo del tifo granata, molto più simile ad una "fede laica" che a una semplice passione sportiva. Quello stadio, costruito negli anni Venti in stile Liberty, non ospitava un incontro ufficiale dal 1963, ma era stato ancora sede degli allenamenti delle squadre allenate da Radice e Mondonico, capaci di regalare gli ultimi successi ad una delle piazze più storiche del campionato italiano.

Due anni fa, finalmente, é iniziata la rinascita del "Fila", che era stato definitivamente demolito nel 1998. La Fondazione Filadelfia, che aveva raccolto tutti i gruppi di appassionati che si erano occupati di tenere in vita il ricordo di questo vero e proprio "luogo della memoria". In soli due anni é stato edificato un vero e proprio centro sportivo con due campi da calcio, uno sul luogo dove sorgeva lo storico Filadelfia (quest'ultimo é un piccolo stadio da 4000 posti che ospiterà gli allenamenti della prima squadra e le partite della primavera) e l'altro proprio di fronte alla tribuna principale del nuovo "Fila".

L'inaugurazione del nuovo impianto, avvenuta lo scorso 24 maggio, é stata certamente un'occasione per ricordare gli antichi successi, ma anche per spingere la squadra guidata da Sinisa Mihajlovic. Il nono posto della stagione appena conclusa, infatti, deve costituire una solida base di partenza per costruire una squadra in grado di lottare fino all'ultimo per un piazzamento europeo.  I tifosi Granata, storicamente legati alla storia e ai simboli, sono parsi più sicuri dopo che é stato ricostruito loro un pezzo di storia, anche se non sono mancate le voci critiche nei confronti del progetto della Fondazione. Secondo qualcuno, infatti, il nuovo stadio avrebbe dovuto essere costruito vicino all'area del vecchio Fila (dove ora si trova il campo piccolo), trasformando l'area del vecchio stadio in un museo a cielo aperto.

In ogni caso, il Torino, che da diversi anni si allenava nel piccolo stadio della Sisport, meritava un centro tecnico di alto livello, così come erano troppi anni che la Primavera della formazione granata meritava un vero e proprio stadio in cui disputare le partite interne. Il Filadelfia risponde a queste esigenze, e dunque non si può che fare i complimenti alla Fondazione, che ha realizzato quest'opera in poco tempo e a prezzo non troppo elevato (8 milioni di euro, 7 donati da Comune e Regione, 1 dal Torino). A questo punto, per completare l'opera, é necessario che la Fondazione e il Torino firmino il contratto d'affetto che permetterà ai Granata di prendere possesso dello Stadio. Sarà importante, inoltre, reperire i fondi per far partire il secondo lotto dei lavori, che porterà al Fila una foresteria per i ragazzi del settore giovanile Granata e un museo che rendano il "Fila" la nuova casa del Toro a tutti gli effetti. Luigi M. D'Auria

 
Tanti giovani in vista al 58esimo Trofeo Bonfiglio PDF Print E-mail
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Saturday, 10 June 2017 20:51

Tanti giovani in vista al 58esimo Trofeo Bonfiglio

Milano - Il Trofeo Bonfiglio si conferma uno degli appuntamenti più importanti del circuito internazionale Itf Junior, riservato ai giocatori unger 18. Anche nella loro cinquantottesima edizione, infatti, gli Internazionali d'Italia Junior sono stati classificati come uno dei pochi tornei "Grade A" del circuito internazionale. I migliori giocatori del circuito, pertanto, erano impegnati sui campi del tennis Club Milano "Alberto Bonacossa" per disputare un torneo che anticipa di una sola settimana l'inizio del Roland Garros junior.

Nel torneo maschile, il titolo é andato in Australia grazie al successo del classe 1999 Alexey Popyrin, numero venticinque del ranking Itf e quattordicesima testa di serie. L'australiano non ha avuto un percorso facile verso la finale, nonostante abbia evitato l'incontro con il primo favorito del seeding, il cinese Wu, subito eliminato. Popyrin, infatti, ha battuto in tre set sia l'argentino Axel Geller , numero 42 al mondo,  che l'austriaco Rodionov, settima testa di serie. La finale, tuttavia, é stata più facile del previsto, dato che il serbo Milanovic, quindicesima testa di serie, non é riuscito a contrastere i colpi potenti dell'australiano, perdendo con il punteggio 6-2 6-4.

Grande sorpresa nel torneo femminile, dove il torneo é stato vinto dalla russa Rybakina, non accreditata di alcuna testa di serie all'inizio del torneo. La potente tennista, letteralmente esplosa nel corso del torneo milanese. Sotto i suoi colpi potenti e precisi, infatti, sono crollate tenniste molto accreditate, come l'americana Douglas e la svizzera In-Albon, eliminata in semifinale in rimonta. La Rybakina, poi, é stata brava a rimontare anche in finale, dove ha sfidato la polacca Iga Swiatek, autrice di un torneo regolare. Dopo un primo set perso malamente, la Rybakina si é ripresa, riuscendo a colpire con maggiore efficacia e chiudendo il match al terzo.

Purtropp questa edizione del Bonfiglio non ha visto protagonisti i giovani tennisti azzurri, parsi ancora non pronti per confrontarsi con i migliori giocatori di categoria del mondo. Soprattutto nel settore maschile, tuttavia, l'età media dei tennisti  ai vertici del ranking mondiale si é alzata in maniera esponenziale (mentre nel tennis femminile c'é ancora spazio per giovani sorprese, come quella della Ostapenko a Roland Garros). Nel circuito junior, dunque, più che i risultati contano i miglioramenti tecnici e caratteriali dei tennisti. Formare tennisti pronti per il grande salto nel professionismo, dunque, dovrebbe essere l'obiettivo principale dei tecnici. Donato D'Auria

 
Tom Dumoulin vince il Giro d'Italia più incerto degli ultimi anni PDF Print E-mail
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Thursday, 01 June 2017 20:36

Tom Dumoulin vince il Giro d'Italia più incerto degli ultimi anni

Milano - Dopo ventuno giorni di lotta sportiva (e non solo), Tom Dumoulin é riuscito a vincere la sua personale battaglia sportiva: vincere uno dei tre grandi Giri del ciclismo mondiale. La "farfalla di Maastricht" (come viene soprannominato in patria) ci é riuscito in una occasione davvero prestigiosa: grazie ad un'ultima crono sensazionale ha vinto il Giro d'Italia numero 100, battendo corridori del calibro di Nairo Quintana e Vincenzo Nibali, venuti al Giro per vincere e, nel caso di Quintana, per provare a realizzare l'accoppiata Giro d'Italia-Tour de France.

Secondo il nostro collaboratore Luigi Magnani, Dumoulin ha approfittato delle due crono inserite nel percorso (quella di Montefalco e l'ultima tappa, Monza-Milano) per scavare un solco tra sé e gli avversari, solco mantenuto abilmente in salita e incrementato nella tappa di Oropa (che Dumoulin ha vinto realizzando un grande tempo, simile a quello di Pantani nel 1999), correndo, dunque, con lo stesso stile del grande Miguel Indurain. Non bisogna dimenticare che, anche se lo spagnolo resta un monumento del ciclismo quasi innominabile, almeno in due cose Dumoulin é riuscito a fare ancora meglio. In primo luogo, la Banesto del corridore navarro era decisamente più forte del Team Sunweb capitanato dall'olandese. In secondo luogo, non bisogna dimenticare che Dumoulin, prima di diventare professionista, non aveva mai visto una salita, mentre Indurain, essendo nato sulle montagne spagnole, era decisamente più abituato ad affrontare grandi salite già da juniores.

Tra i più scontenti del l'esito finale non si può non citare Eusebio Unzue. Il grande team manager spagnolo aveva allestito una squadra da sogni per Nairo Quintana. Vincere il Giro, dove la vittoria sul Blockhaus, sembrava quasi facile. Il colombiano, invece, ha gettato al vento tutti i progressi fatti nella scorsa Vuelta (quando aveva beffato Froome con un'azione d'alta scuola), tornando adessere il corridore intimorito dagli avversari visto al Tour del 2014 e del 2015. Pur essendo lo scalatore più forte, non é riuscito a mettere un solco consistente fra sé e Dumoulin, sbagliando totalmente tattica di gara: sullo Stelvio si é fatto beffare in discesa da Nibali, mentre nel "tappone dolomitico" non ha avuto la forza di attaccare Nibali e Dumoulin.

Infine, rimane difficile giudicare le prestazioni di Vincenzo Nibali e Thibault Pinot. Il siciliano, infatti, ha firmato un'impresa d'autore e ha centrato il podio finale, ma non é parso brillante come nelle scorse stagioni. La scelta di non disputare le classiche, preferendo una preparazione impostata sulla resistenza, non ha pagato per niente. Il francese, dopo due annate terribili, é tornato competitivo, e si é concesso il lusso di vincere la tappa di Asiago, ma a cronometro é regredito e ha perso il podio, seppur per pochi secondi. Luigi M. D'Auria

Il "pagellone" del Giro d'Italia di Luigi Magnani

Dumoulin 9: Dopo la Vuelta 2015 e il Giro dello scorso anno (entrambi conclusi male) ha limato ogni dettaglio per presentarsi al meglio, rasentando la perfezione. Non merita 10 per la leggerezza con cui ha gestito la tappa dello Stelvio (in cui si é sentito male) e per le frasi sprezzanti rivolte agli avversari dopo la diciottesima tappa.

Nibali 6 1/2: La vittoria di Bormio sarà ricordato come una delle imprese più belle del ciclismo moderno, ma lo Squalo non é parso al top della condizione. Da rivedere anche il suo ruolo i manager di fatto del Team Bahrein-Merida, che non é riuscita ad allestire una grandissima squadra nonostante i grandi investitmenti fatti in inverno.

Quintana 6: Eusebio Unzue e tecnici della Movistar, aiutatelo. Il colombiano ha un talento incredibile, ma non conosce per niente le corrette tattiche di gara. Se non impara in fretta, rischia di continuare a collezionare piazzamenti senza riuscire a piazzare il grande acuto.

Pinot 6/7: Il terzo posto al Tour del 2014 non era un fuoco di paglia. Il capitano della Fdj é ritornato ad alti livelli, ma non é riuscito a salire sul podio. Il suo obiettivo per il futuro deve essere quello di combinare buona prestazioni a cronometro e in salita

Mollema e Kruiswick 5: I due olandesi hanno entrambi deluso. Il primo ha privato a reggere il passo dei migliori, ma é crollato alla distanza senza piazzare alcun acuto. Il secondo, purtroppo, non si é più ripreso dopo la caduta dell'anno scorso sul Colle dell'Agnello, senza la quale avrebbe probabilmente vinto il Giro.

Pozzovivo e Zakarin 7: Il lucano e il russo hanno animato la corsa provando qualche sortita da lontano anche quando la corsa era bloccata tatticamente, raccogliendo molti piazzamenti. I loro piazzamenti (quinto e sesto posto) sono segno di un livello medio più alto nelle posizioni di testa

Gaviria 10: il velocista della Quick Step é stato praticamente perfetto. Aiutato da gregari di lusso (come Richeze e la Maglia Bianca, Bob Jungels) ha ottenuto ben quattro vittorie in volata, sorprendendo tutti per la sua tecnica nello sprint.

Rcs Sport 7: la società organizzatrice, da quest'anno presieduta da Urbano Cairo, ha dato vita ad un Giro molto duro ed é riuscita a portare molti campionissimi al Giro d'Italia. Dopo aver celebrato i grandi campioni del passato e le salite storiche del Giro, speriamo di vedere anche degli arrivi inediti a partire dal prossimo anno, abbinati magari ad un arrivo finale al Sud, la parte d'Italia dove in assoluto il Giro é stato più seguito sulle strade.


Last Updated on Thursday, 01 June 2017 20:40
 
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