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Il Thindown Challenger di Biella riparte con qualificazioni “bagnate” PDF Print E-mail
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Sunday, 16 September 2018 13:59

Biella - Sabato 15 settembre ha preso il via il Thindown Challenger di Biella, torneo Atp Challenger con montepremi di 43000 dollari e ospitalità. Si tratta del torneo di tennis maschile più importante in Piemonte e l’evento centrale della stagione agonistica del circolo “i Faggi”, una delle realtà più importanti del territorio, che con il tennis Club Biella costituisce un vero e proprio “hub del tennis” che organizza due tornei internazionali “Pro” (uno maschile  e uno femminile), un internazionale giovanile di categoria Under 16 e, in svolgimento in contemporanea con il torneo maschile, un torneo internazionale di Wheelchair Tennis, che completa una “rosa” di eventi di grandissima qualità.

Il torneo di Biella, che insieme a quello di Firenze delle prossime settimane costituisce la parte finale della lunga stagione su terra rossa del circuito Challenger, ha preso il via con un tabellone di qualificazione con diversi bye ma anche con una buona dose di spettacolo sportivo. Nel primo turno di qualificazione, il brasiliano José Goncalves (unica testa di serie del tabellone cadetto che non ha beneficiato del bye a primo turno) ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per battere il giovanissimo (classe 2001) Jannik Sinner, tennista altoatesino che sta muovendo i primi passi nel circuito maggiore. Il risultato finale, 4/6 6/4 7/6, non riesce a descrivere del tutto i continui ribaltamenti di fronte di un incontro in cui entrambi i giocatori hanno provato a fare la partita e hanno regalato al pubblico splendide giocate, ma anche molti errori tattici. La giornata di sabato è terminata con un’altra vittoria di un brasiliano contro un giocatore italiano: lo specialista del doppio Fabricio Neis ha battuto con un duplice 6/2 la wild card locale Sebastiano Zorzi.

Nella giornata di domenica, gli organizzatori sono stati subito messi a dura prova dalla pioggia caduta nella notte e per gran parte della mattinata, che ha costretto lo staff dei Faggi ad un lungo lavoro di preparazione dei campi, che ha rallentato l’inizio degli incontri di un paio d’ore. Nella giornata di lunedì, dunque, il rischio concreto per diversi giocatori é quello di essere costretti a giocare due partite per accedere al tabellone principale, appesantendo ulteriormente la programmazione dei primi giorni del torneo. A partire da martedì, in ogni caso, scenderanno in campo tutti i migliori di un tabellone principale di ottimo livello, che vede come prime due teste di serie lo spagnolo Carballes e l’argentino Delbonis. Tra gli italiani, invece, ci saranno diversi giocatori esperti come Paolo Lorenzi (che esordirà contro lo spagnolo Gimeno) e Stefano Travaglia e molti giovani, tra cui l’idolo di casa Stefano Napolitano e il pugliese Andrea Pellegrino.

Il torneo Atp Challenger di Biella, dunque, resta un appuntamento di qualità all’interno del circuito, anche grazie ad una collocazione nel calendario che lo rende molto ambito fra gli specialisti della terra rossa alla ricerca di punti preziosi in vista del finale di stagione. Lo staff organizzativo e gli sponsor (guidati da Thindown) ha dato via ad un evento molto seguito e apprezzato dai giocatori, alcuni dei quali sono presenti a Biella da diverse annate. Donato D’Auria

Last Updated on Sunday, 16 September 2018 14:58
 
Un Torino cinico batte la Spal e il diluvio PDF Print E-mail
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Wednesday, 05 September 2018 15:53

Torino - L’incontro Torino-Spal é stato, più che un match di Serie A, un manifesto della Premiership scozzese: pioggia, fango e duri contrasti sono stati gli ingredienti fondamentali della prima vittoria stagionale dei Granata. La squadra di Semplici, invece, ha lasciato il Grande Torino con tanti rimpianti, perché era riuscita a mettere il match sui binari a lei più congeniali, ma è stata punita da una poderosa capocciata di N’Koulou e non é riuscita a reagire, impensierendo Sirigu solo in due occasioni e non servendo mai gli attaccanti Antenucci e Petagna.

Al fischio d’inizio, il pubblico del Grande Torino (poco meno di diciassettemila i presenti, la società sta cercando di correre ai ripari riaprendo la campagna abbonamenti) si é trovato di fronte: da Antenucci a Valdifiori passando per Milinkovic-Savic, nella Spal c’e una bella fetta del recente passato Granata. I primi diciassette minuti, di fatto, non si giocano, visto che sullo stadio diluvia da una buona mezz’ora e le pozzanghere bloccano la manovra del Toro, in particolare gli inserimenti di Soriano e Meité e la “regia offensiva” di Iago Falque. L’arbitro Pasqua, dopo un rapido confronto con i capitani, manda tutti negli spogliatoi in attesa di una situazione metereologica migliore.

Dopo un’ora, contro ogni pronostico, si riprende ed é la Spal a fare meglio, giocando un calcio fisico e attento e valorizzando al massimo le sgroppate offensive di Lazzari (convocato in azzurro da Mancini), non sempre contenuto da Ola Aina. Il Torino si affida a Iago, come al solito il più pericoloso della squadra di Mazzarri, e a Belotti, che spesso, tuttavia, é troppo solo e costretto ad una gara di sacrificio (il Gallo, in ogni caso, proverà a cantare sul finire del primo tempo, ma Gomis e Vicari sono bravi a fermarlo). La sensazione é che la partita si sbloccherà con un episodio e così accade: al 52’ N’Koulou salta più in alto di tutti sugli sviluppi di un corner e segna il suo primo gol stagionale.

Nel finale, c’é tempo per l’esordio di Simone Zaza, parso molto “carico” ma ancora un po’ fuori dagli schemi di Mazzarri, ma anche per una parata di alto livello di Sirigu, che compie un prodigio su una palla vagante in area. Nel finale non ci sono altri brividi e il Toro può festeggiare la prima vittoria stagionale, una vittoria che consente alla squadra di Mazzarri di non perdere punti preziosi contro una “piccola” e di affacciarsi nella parte sinistra della classifica. Quest’anno, se si esclude la Juventus (che si sta rivelando più forte di tutta la concorrenza), saranno molte le squadre che si giocheranno, quasi alla pari, i piazzamenti nelle Coppe: se il Toro vorrà essere tra queste, dovrà dimostrarsi continua, in particolare con le formazioni di bassa classifica.

Dal punto di vista tattico, il 3-5-2 “Mazzarriano” si sta rivelando il modulo ideale per il Torino, visto che valorizza le doti di centrocampisti come Meité e Baselli e consente a Iago di essere pericoloso su tutto il fronte d’attacco. Più difficile, invece, una concorrenza fra i “tre tenori” Falque, Zaza e Belotti, dato che l’equilibrio della squadra potrebbe risentirne. In ogni caso, Mazzarri potrebbe comunque provare questa soluzione (soprattutto contro le squadre che si chiudono di più in difesa) sacrificando il minutaggio di qualche centrocampista. Donato D’Auria

Last Updated on Wednesday, 05 September 2018 16:18
 
Serie A 2018-19: non solo Ronaldo PDF Print E-mail
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Friday, 17 August 2018 12:01

Torino – La Serie A 2018-19, edizione numero 117 del Campionato Italiano, partirà nel segno di Cristiano Ronaldo e della tragedia del Ponte Morandi. Sabato 18 agosto, infatti, tragedia e poesia saranno incredibilmente vicine. Da un lato ci sarà  l’esordio del calciatore più forte del momento nel Campionato di Serie A, dall’altro il rinvio di Milan-Genoa e Samdoria-Fiorentina in segno di lutto per la tragedia di Genova.

Il campionato che sta per prendere il via, in ogni caso, rappresenterà una nuova era per il calcio italiano. Le nuove regole per l’assegnazione dei diritti televisivi (e l’arrivo di un fenomeno planetario come Ronaldo) hanno trasformato in maniera definitiva la Serie A in un “prodotto” da vendere sui mercati internazionali, a volte a discapito degli appassionati italiani (che dovranno fare due abbonamenti per guardare tutta la Serie A). Proprio questa trasformazione, tuttavia, ha contribuito a riaccendere l’interesse su un campionato che si preannuncia spettacolare e incerto, quasi quanto al Premier Legua

La Juventus, sicuramente, resta la favorita per la vittoria finale. Marotta e Paratici, al di là dell’affare Ronaldo, hanno fatto una campagna acquisti molto intelligente e proficua, che ha portato alla Continassa giocatori come Cancelo, Emre Can e, contro ogni pronostico, anche Leonardo Bonucci. Gli unici limiti della Juve sono l’età media abbastanza alta (soprattutto in difesa) e la sensazione che, mai come quest’anno, la squadra di Max Allegri proverà a vincere la Champions. Sarà importante, dunque, il contributo di “riserve di lusso” come Bernardeschi, Bentancur e Douglas Costa, che dovranno rendere al massimo quando chiamati in causa per far rifiatare i “big”.

Dietro la Juve, come l’anno scorso, ci sarà una grande lotta per le posizioni che valgono la Champions League 2019-20. L’Inter di Luciano Spalletti e Piero Ausilio si é notevolmente rafforzata. Asamoah, De Vrij, Vrsaliko e Nainggolan sono delle certezze per il nostro campionato, mentre Lautaro Martinez, Politano e Keità Balde delle scommesse che potrebbero dare imprevedibilità in attacco I nerazzurri sognano di chiudere il gap con la Juve. Si tratta di un’obiettivo ambizioso, ma la profondità della rosa dell’Inter la rende, a nostro avviso, la seconda forza del Campionato.

Anche la Milano rossonera può gioire per un mercato più che positivo. Il tracollo finanziario di Li YongHong ha aperto le porte all’ingresso in società del fondo americano Elliott (tra i più importanti nella City londinese), all’arrivo di due dirigenti preparati come Leonardo e Paolo Scaroni e al ritorno di Paolo Maldini, che sarà il tramite tra squadra e società. Gattuso, inoltre, ha avuto a disposizione un discreto budget per un mercato che ha portato in dote Higuain, Castillejo, Laxalt e Bakayoko.

Come lo scorso anno, la Roma ha deciso di puntare su giocatori giovani e di prospettiva, senza dimenticare le ricche plusvalenze assicurate dalle cessioni di Alisson e Nainggolan. Sono arrivati giocatori come Cristante, Kluivert (figlio d’arte), Olsen e Marcano, tutti notati dai talent scout di Monchi. Ora tocca a Di Francesco provare a trasformare questi talenti in vere e proprie realtà del calcio internazionale. Il dilemma più grande, invece, riguarda il Napoli. Perso il regista Jorginho e (soprattutto) Maurizio Sarri, deus ex machina del gioco spettacolare espresso dal club partenopeo, De Laurentiis si  é affidato ad un allenatore top come Carlo Ancelotti, ma non ha rinforzato la squadra, affidandosi a scommesse come Fabian Ruiz e puntando tutto sulle capacità di gestione del tecnico di Reggiolo. Solo il tempo ci dirà se la macchina perfetta allestita da Sarri saprà reinventarsi per diventare vincente o imploderà.

Per quanto riguarda le altre posizioni che valgono un piazzamento in Europa, le contendenti non dovrebbero cambiare. La Lazio assemblata da Tare e guidata da Inzaghi resta una squadra quadrata e competitiva, che ha mantenuto le stelle Immobile e Milinkovic-Savic. Subito dietro, c’é un terzetto composto dall’Atalanta di Gasperini, dalla Fiorentina (che ha inserito diversi giovani di qualità come Pjaca e il portiere francese Lafont) e il Torino di Mazzarri e Belotti (entrambi alla ricerca del riscatto): tra queste tre, a nostro avviso, quella che si dimostrerà più continua riuscirà ad agguantare un posto in Europa.

Tutte le altre, più o meno, dovranno fare i conti con la lotta salvezza, anche se quelle che rischiano di più sono le tre neopromosse insieme alla Spal e all’Udinese. Squadre come Cagliari, Genova e Sassuolo, invece, potrebbero fare un bel campionato e salvarsi con largo anticipo. Di sicuro, in ogni caso, questa Serie A regalerà molte emozioni ai tifosi ma anche agli appassionati di calcio non italiani, visto che lo spettacolo sportivo non dovrebbe mancare. Luigi M. D'Auria

 
Foggia e Ascoli scaldano i motori in vista del campionato di Serie B PDF Print E-mail
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Saturday, 18 August 2018 16:48

Foggia - A meno di una settimana dall’inizio del Campionato di Serie B 2018-19, il Foggia di Gianluca Grassadonia ha ospitato l’Ascoli per un’amichevole allo Stadio Pino Zaccheria, ad un solo giorno dalla fine di un calciomercato che ha riservato diverse piacevoli sorprese alla calda tifoseria dei Satanelli. Sono stati confermati, infatti, diversi dei “pezzi pregiati” della scorsa stagione, come l’esterno Kragl e la punta Mazzeo, e sono arrivati diversi giocatori “top” per la Serie B, come Cristian Galano, foggiano Doc ma fino ad oggi mai di proprietà del club foggiano, il difensore Boldor e Pietro Iemmello, reduce da una stagione a Benevento e mai dimenticato dalla tifoseria foggiana. Si tratta di una rosa di ottimo livello, anche se la priorità resta, in ogni caso, quella di disputare un campionato tranquillo, visto che sul Foggia pende ancora una penalizzazione di otto punti.

Nel primo tempo sono stati pochi gli spunti per i due allenatori. Il Foggia é stato pericoloso con un tiro ravvicinato della giovane punta Gori e con un destro da fuori di Kragl, parso molto “imballato” a causa dei carichi di lavoro imposti da Grassadonia. L’Ascoli di Vivarini, a tratti troppo falloso, ha avuto a disposizione diversi contropiedi (molti dei quali causati dagli errori dei mediani del Foggia, soprattutto Carraro e Busellato), ma non li ha sfruttati, e così Bizzarri, all’esordio in maglia rossonera, é stato impegnato solo da un tiro da fuori di D’Elia.

Il secondo tempo si apre con una girandola di cambi che, di fatto, terminerà solo verso la mezz’ora della frazione di gioco. I ritmi della partita restano blandi, ma al 17’ il Foggia riesce a trovare la zampata giusta. Capitan Agnelli recupera palla e la serve a Gori, che si fa ipnotizzare dal portiere Lanni; il brasiliano Chiaretti, tuttavia, é bravo a raccogliere la sfera e a ribadire in porta. Mentre Frattesi prova a suonare la carica con qualche bel tiro da lontano, il Foggia inserisce Galano e Mazzeo, provando a velocizzare la manovra. Negli ultimi minuti l’arbitro, fino a quel momento troppo permissivo, espelle Addae al termine di una delle tante scaramucce che hanno caratterizzato questo incontro non troppo “amichevole”.

Al termine dell’incontro, i giocatori hanno avuto un colloquio con entrambe le “curve” dello Stadio Zaccheria. Nonostante la penalizzazione, infatti, il Ds Nember e la società hanno allestito una squadra competitiva, in grado di lottare alla pari contro ogni avversario di questa strana edizione della Serie B, con solo 19 squadre al via. La Serie cadetta, anche quest’anno, si presenta come un campionato molto incerto, con diverse pretendenti alla promozione e molte squadre che potrebbero essere la “rivelazione” del campionato. Una di queste potrebbe essere proprio il Foggia, anche se per continuare a far sognare una delle piazze più affezionate della Serie B servirà una continuità di risultati che é mancata nello scorso campionato. Donato D’Auria

Last Updated on Saturday, 18 August 2018 20:46
 
L'Italia dell'Atletica lascia Berlino con poche certezze e tanti dubbi PDF Print E-mail
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Friday, 17 August 2018 08:19

Berlino – Dopo sessant’anni, l’Italia lascia un’edizione degli Europei di atletica senza aver vinto neanche una medaglia d’oro. Il successo dei maratoneti nella classifica a squadre della maratona, infatti, non rientra nel medagliere della rassegna continentale. Questo bel successo, tuttavia, sarebbe stata una sottilissima foglia di fico che non avrebbe potuto coprire gli insuccessi di una manifestazione in cui la nostra nazionale poteva recitare il ruolo di protagonista e, invece, si é dovuta accontentare di quello di comparsa.

Dopo rassegne continentali in cui gli “Azzurri” si presentavano al via con pochi atleti da medaglia, le liste di partenza di Berlino 2018 sembravano promettere risultati ben diversi. Con il passare dei giorni, tuttavia, molte speranze sono state deluse e l’Italia ha lasciato Berlino con quattro bronzi, tre nel settore maschile e solo uno in quello femminile, dove Antonella Palmisano ha confermato la grande tradizione della marcia nostrana. Tra gli uomini, tutte le medaglie sono arrivate nelle gare di fondo e mezzofondo, grazie a Johannes Chiappinelli (terzo e autore di una prova meravigliosa nei 3000 siepi), a Yeman Crippa nei 10000 e a Yassine Rachik nella maratona.

La lista dei risultati al di sotto delle aspettative, invece, é molto lunga. In una gara molto equilibrata, Filippo Tortu non é riuscito a trovare lo spunto giusto e ha chiuso al quinto posto. Nell’alto, Elena Vallortigara ha sprecato la grande occasione della carriera ed é stata eliminata nelle qualificazioni, mentre Gianmarco Tamberi si é fermato al quarto posto. Nei 400 metri nessun azzurro si é qualificato per le finali, mentre nelle staffette (da cui ci si aspettavano due medaglie) sono arrivate nell’ordine: un quinto posto nella 4×400 femminile (complice una formazione rivedibile sia in batteria che in finale) e un cambio fuori settore nella 4×100 maschile.

Per quanto riguarda i Campionati Europei nel loro complesso, possiamo tranquillamente affermare che l’atletica europea é “in salute” e continua a produrre grandissimi talenti. Questi Europei saranno sicuramente ricordati come quelli della nuova “invasione nordica”. Nell’asta maschile, infatti, ha trionfato il diciottenne svedese Armand Duplantis, nei 400 hs il norvegese Karlsten Wahrolm. Nei 1500 e nei 5000, poi, doppio successo per Jakob Ingebritsen. Figlio e fratello di mezzofondisti, in patria é già una vera e propria rock star. Ai Campionati Europei Junior di Grosseto del 2017 era seguito costantemente da due televisioni nazionali, ma la pressione sembra non schiacciarlo: potrebbe essere lui il mezzofondista di livello mondiale che l’Europa aspetta dai tempi di Lasse Viren e Fernando Mamede.

Al termine dei Campionati, infine, si é dimesso il DT delle Nazionali giovanili, Stefano Baldini. La nostra atletica “perde” un dirigente serio e competente, che ha fatto crescere le nostre nazionali giovanili e ha avuto il coraggio di fare autocritica. Dal resto dei quadri FIDAL, dal Presidente Giomi al DT Locatelli, nessun commento e ostentazione di un “bilancio tutto sommato positivo”. La nostra atletica, con questo modus operandi, non crescerà mai. Servono dirigenti competenti e pronti a rispondere di eventuali risultati negativi e, come affermiamo da tempo, é urgente un ritorno al modello dei “centri tecnici federali”, come fatto da nuoto e tuffi (che per la realizzazione dei centri di Ostia e Bolzano si sono ispirati a quelli dell’atletica, come Formia). In questo momento, il momento più delicato per la crescita degli atleti azzurri é il passaggio dalle categorie giovanili a quelle senior. Sarebbe importante avere una vera e propria struttura federale dedicata a questo passaggio, in modo da non continuare a disperdere i talenti di una generazione che ha dato moltissimo alle rassegne giovanili, ma ancora poco a quelle assolute. Luigi M. D’Auria

 
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