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Nibali e Aru sfidano Froome alla Vuelta Espana 2017 PDF Print E-mail
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Wednesday, 16 August 2017 12:56

Nimes - Finalmente è arrivato il momento più atteso da tutti gli appassionati di ciclismo italiani. Fabio Aru e Vincenzo Nibali si troveranno l'uno contro l'altro in una grande corsa a tappe. La prima sfida tra i due ex compagni all'Astana avrebbe dovuto svolgersi allo scorso Giro d'Italia, ma un infortunio ha obbligato Aru a stare fermo fino al Giro del Delfinato e a focalizzare la sua stagione sul Tour de France. Nibali, invece, ha partecipato al Giro, chiudendo al terzo posto, ma facendo vedere le sue grandissime doti solo a sprazzi. Questa edizione della Vuelta potrebbe rappresentare un passaggio di consegne fra lo "Squalo" (che a novembre compirà trentatré anni) e il "Cavaliere dei Quattro Mori" (che, a ventisette anni, pare aver raggiunto la piena maturità agonistica).

Sarebbe riduttivo, in ogni caso, considerare la corsa spagnola "soltanto" una sfida fra i due azzurri. Alla partenza di Nimes, infatti, si presenteranno quasi tutti i migliori specialisti delle corse a tappe. Primo fra tutti, sua maestà Chris Froome, che cerca il primo successo nella corsa spagnola, dove ha ottenuto al massimo tre secondi posti. I tifosi francesi si aspettano moltissimo da Romain Bardet (che prende parte per la prima volta alla corsa spagnola) e a Warren Barguil, su cui si sono accesi i riflettori dopo un grande Tour de France. Da non sottovalutare, inoltre, la Orica-Scott, che si presenta al via della Vuelta con ben tre corridori in grado di ben figurare: i gemelli Adam e Simon Yates e Esteban Chaves. Tra gli outisider, potrebbero sorprendere tutti Bob Jungels (maglia bianca al Giro d'Italia), Ilnur  Zakarin e George Bennett.

Il percorso, come nelle scorse edizioni, si presenta davvero difficile. Nella prima settimana, ricca di arrivi su "strappi" molto duri (sono tre, alla quinta, ottava e nona tappa), non prevediamo grandi distacchi, perché nessuno vorrà rischiare di ritrovarsi a corto di energie nell'ultima setttimana. Nella seconda parte di corsa, invece, tornano alcune salite storiche della corsa spagnola, come quella che porterà la carovana a La Pandera, sulla Sierra Nevada (quattordicesima tappa) e l'Alto de la Mora (quindicesima tappa). La terza settimana, invece, sarà spettacolare per il pubblico, ma massacrante per i corridori. La sedicesima tappa (a Logrono) sarà una cronometro individuale di 42 chilometri, che sarà seguita da ben due arrivi in salita. La corsa arriverà, nella diciannovesima tappa, nelle Asturie, per la precisione a Gijon. Proprio nelle Asturie si trova l'arrivo della ventesima tappa, posizionato sull'Alto de Angliru, una salita durissima, che prevede un tratto addirittura al 23% di pendenza. Proprio su questa durissima salita si deciderà questa edizione della Vuelta, anche se le molte salite delle tappe precedenti ( e la lunga cronometro) potrebbero aver già fatto la differenza.

Questa edizione della Vuelta sarà, in ogni caso, speciale. Alberto Contador, infatti, ha deciso di ritirarsi proprio al termine della corsa spagnola. Nonostante un'opzione che gli consentirebbe di continuare il suo rapporto con la Trek Segafredo, lo spagnolo si é dimostrato irremovibile. Questo protagonista del ciclismo moderno (vincitore di due Giri d'Italia, due Tour de France e tre Vuelta) ha deciso di ritirarsi in un momento in cui la sua stella, pur essendosi un po' affievolita, continua a splendere nel mondo del ciclismo. Il sogno dello spagnolo é quello di riuscire ad impreziosire ulteriormente una carriera già straordinaria, anche se il recente passato (pensiamo a Bolt e Mo Farah) dimostra che, per i grandi campioni, é difficile chiudere la carriera con una grande vittoria. Contador, negli ultimi due anni, non ha ottenuto grandi successi, ma ha continuato a correre in maniera "garibaldina" senza paura di farsi risucchiare da inseguitori più forti. In ogni caso, siamo certi che anche quest'ultima recita di questo grande attore del ciclismo mondiale sarà da ricordare. Luigi M. D'Auria

Last Updated on Wednesday, 16 August 2017 12:57
 
Solo 1 bronzo per l'Italia ai Mondiali di Londra PDF Print E-mail
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Monday, 14 August 2017 14:11

Londra - Antonella Palmisano é riuscita ad ottenere la medaglia di bronzo nella 20 km di marcia ai Mondiali di Londra, cancellando, almeno in parte, le prestazioni non esaltanti di molti degli atleti presenti a Londra. Antonella, dopo il quinto posto ai Mondiali di Pechino del 2015 e il quarto ai Giochi di Rio del 2016, é riuscita, insieme al suo tecnico Patrizio Percesepe, a migliorare ancora qualche dettaglio, ottenendo un podio meritato e il suo nuovo personale, passato da 1h 27' 51" a 1h26'36". Il principale merito della marciatrice di Mottola, però, é stato quello di mantenere, anche nella parte finale di gara, una tecnica di marcia precisa e priva di sbavature. Le tre avversarie che la precedevano (le due cinesi Yang e Lyu e la messicana Gonzalez), invece, si sono lanciate in uno sprint a ritmi forsennati in cui hanno perso ogni parvenza di tecnica corretta. Tutte e tre, a nostro avviso, avrebbero dovuto essere squalificate, ma la giuria ha deciso di assegnare la terza proposta di squalifica solo alla Lyu. Secondo il nostro modo di intendere la marcia, i giudici avrebbero dovuto essere più rigidi nell'applicazione del regolamento, anche se lo stesso si presta a interpretazioni diverse.

Questa splendida medaglia, in ogni caso, non é riuscita a cancellare le brutte prestazioni di molti azzurri. Anche se l'Italia é tornata nel medagliere (a Pechino le medaglie erano state 0), il piazzamento nella classifica a punti (vero termometro del valore di una Nazionale, in quanto tiene conto di tutt le finali raggiunte) é ancora calato, scendendo fino al trentottesimo posto, figlio di un solo altro  piazzamento tra i primi otto, il sesto posto nella maratona  maschile ottenuto da un bravissimo Daniele Meucci. Le uniche altre note positive sono arrivate sono arrivate da Marco Lingua, decimo nella gara del lancio del martello, da Ala Zoghlami (che ha realizzato il personale nelle batterie dei 3000 siepi) e da Filippo Tortu, che ha superato un turno nei 200 metri.

Ancora una volta, dunque, é necessario cercare di capire cosa é mancato ai nostri atleti per ben figurare in una grande rassegna. Quasi tutti, infatti, non sono riusciti a realizzare un tempo vicino neanche al loro personale. Quasi tutti, realizzando un tempo vicino a quel limite, avrebbero potuto superare un turno in più o anche suonare la medaglia (basti pensare a Tamberi e alla Trost nel salto in alto). Pur non conoscendo le dinamiche della federazione, ci sentiamo di fornire una risposta controcorrente. Il progetto elaborato dal Direttore Tecnico Elio Locatelli é giusto, almeno in parte. La nostra Nazionale ha bisogno di un gruppo di atleti (coincidenti con il gruppo degli "Elite" individuato dallo stesso Locatelli) focalizzati solo sulle grandi rassegne (Mondiali, Olimpiadi ed Europe). Non ha senso, secondo noi, far partecipare i nostri migliori ai meeting nazionali dove, complici anche i ritmi più bassi, é più difficile ottenere i minimi richiesti dalle federazioni internazionali. Meglio, a nostro avviso, incentivare la partecipazione a meeting più "esigenti" dal punto di vista tecnico (utili ad ottenere i "minimi richiesti") per poi concentrare la stagione sui grandi appuntamenti.

Sviluppare un progetto di questo tipo, in ogni caso, richiede diverso tempo. Forse la generazione di atleti che ha ottenuto diverse medaglie agli Europei Juniores e Under 23 potrebbe adattarsi più facilmente a questo nuovo tipo di programma, magari sotto la guida di Stefano Baldini, che sta facendo molto bene anche come Direttore Tecnico. L'unica certezza dell'atletica italiana, in ogni caso, é serve un deciso cambio di passo per riportare in alto la nostra Nazionale. Luigi M. D'Auria

 
Una Pro Vercelli un po' imballata cede al Lecce nel secondo turno di Coppa Italia PDF Print E-mail
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Saturday, 05 August 2017 21:11

Vercelli - Inizia con una sconfitta la stagione della Pro Vercelli di Gianluca Grassadonia. I Bianchi sono stati sconfitti dal Lecce al termine di un incontro non altamente spettacolare, che ha messo in mostra tutti i limiti di una squadra non ancora al top della condizione. Il Lecce, dal canto suo, ha dimostrato maggiore concretezza, riuscendo a portare a casa un risultato comunque di prestigio, mentre la Pro Vercelli deve continuare la preparazione con la consapevolezza di dover modificare alcuni dettagli e recepire meglio gli insegnamenti tattici di Grassadonia.

Nel primo tempo Pro Vercelli, nonostante le gambe un po' imballate, riesce a proporre un gioco abbastanza propositivo, mentre il Lecce di Rizzo prova a giocare di rimessa. Passano pochi minuti e la Pro sfiora subito il gol con una bordata di Mammarella che Perucchini devia in angolo con un ottimo riflesso. Per tutta la prima mezz'ora di gara la squadra di Grassadonia propone un gioco godibile. Nonostante una fase di impostazione un po' lenta (spesso la cabina di regia viene affidata a Konate, non porprio un giocatore con i piedi raffinatissimi), la Pro riesce a farsi spesso pericolosa e sfiora il gol due volte: prima con un diagonale deviato di Altobelli e poi con un incrocio di Firenze che si stampa sul palo. Al 37', peró, il Lecce colpisce all'improvviso: clamorosa indecisione collettiva della difesa della Pro e Di Piazza, ex di turno, insacca di testa indisturbato. I Bianchi, poi rischiano ancora al 40': l'arbitro Serra non fischia un rigore al Lecce su un possibile fallo di mani di Legati.

Il secondo tempo si apre con un episodio in grado di cambiare la partita: Legati scivola clamorosamente e regala a Di Piazza il pallone: l'attaccante, solo davanti al portiere, lo fredda e realizza la sua personale doppietta. Passano pochi e lo stesso Di Piazza, dopo aver scherzato Legati, sfiora il gol. Di fatto, la Pro non entra in campo all'inizio del secondo tempo: la manovra é lenta e in attacco La Mantia e Bianchi sono palesemente in ritardo di condizione. All'improvviso, però, la Pro Vercelli ha un sussulto. Al 16' La Mantia trova spazio in area e dialoga con Rovini (entrato al posto di Bianchi), che serve un pallone d'oro a Firenze, bravo a a non sbagliare un vero e proprio rigore in movimento. Anche il Lecce, a questo punto, mette in mostra i suoi limiti di condizione e la partita si riapre. Allo stesso tempo, peró, entrambe le squadre sono molto stanche, e dunque l'incontro diventa più scorbutico. La Pro Vercelli ci prova più con la forza della disperazione che con il gioco e il Lecce, nonostante qualche sbandamento, riesce a portare a casa una vittoria nel complesso meritata.

A fine partita Grassadonia non può che commentare gli errori di una squadra che, pur avendo creato molto, non é riuscita a concretizzare, finendo vittima degli errori individuali di una difesa tutt'altro che perfetta. Quello che ha convinto, in ogni caso, è stata la buona mole di occasioni create. Ancora da rivedere, invece, la difesa, che ha perso un po' di qualità rispetto allo scorso anno. Proprio per questo  motivo, pare certo l'arrivo di William Jidayi dall'Avellino. Si tratta di un giocatore molto duttile, che potrebbe fornire nuove soluzioni tattiche ad una squadra che ha bisogno di crescere ancora in vista del campionato, che inizierà il 26 agosto contro il Frosinone. Luigi M. D'Auria

 
Filip Krajinovic vince il Thindown Challenger di Biella PDF Print E-mail
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Sunday, 06 August 2017 14:27

Biella - Parla serbo la ventesima edizione del torneo Internazionale di tennis che si disputa sui campi de "I Faggi" di Biella. Il Thindown Challenger, infatti, é stato vinto dal venticinquenne Filip Krajinovic, numero 140 del mondo con un passato da 86, nonché da allievo dell'ex professionista Diego Nargiso.

Krajinovic, nel corso del torneo, ha recitato il ruolo di vero e proprio "ammazza italiani". Al secondo turno, infatti, ha sconfitto il piemontese Matteo Donati, mentre ai quarti di finali ha eliminato la prima testa di serie del torneo, Marco Cecchinato. Dopo aver sconfitto il brasiliano Souza in semifinale, Krajinovic non ha avuto difficoltà a sbarazzarsi di Salvatore Caruso (il match, dominato dal serbo, si é concluso con il punteggio di 6-2 6-3), costretto a rimandare l'appuntamento con la prima vittoria nel circuito Challenger. Il tennista di Avola, in ogni caso, si consola con il nuovo best ranking che lo proietta vicinissimo ai primi 150 tennisti al mondo, per la precisione alla posizione numero 154.

Nel corso del suo torneo, Caruso é riuscito a ottenere alcune vittorie di assoluto prestigioso (come quella ottenuta in semifinale contro Andrea Arnaboldi, tornato ad alti livelli dopo un periodo non positivo), dimostrando di essere diventato un tennista più solido in tutti i fondamentali, in grado di fare partita pari contro quasi tutti i tennisti in circolazione, come testimoniato dal successo al secondo turno contro Guillermo Garcia Lopez, numero 23 del mondo nel 2011 e capace di battere Rafael Nadal in passato. Tra i tennisti azzurri, ha confermato i suoi progressi anche Stefano Travaglia, capace di giungere ai quarti di finale prima di arrendersi ad Arnaboldi, bravo a sfruttare il suo gioco vario e mai banale.

I giovani tennisti azzurri, invece, hanno ottenuto i risultati migliori nel torneo di doppio, dove ben due coppie si sono spinte fino alla semifinale: si tratta di quella composta da Matteo Donati e Stefano Napolitano (capaci di passare un turno agli Internazionali d'Italia di due anni fa e tornati a giocare insieme dopo diverso tempo) e di quella formata da Julian Ocleppo e Andrea Vavassori. Entrambe le formazioni, in ogni caso, sono state sconfitte in semifinale e dunque la finale ha visto ai nastri di partenza due coppie straniere. Alla fine, la coppia formata dall'ungherese Attila Balzazs e dal brasiliano De Paula ha sconfitto le prime teste di serie del torneo, lo svedese Brunstrom e il croato Marcan.

Il bilancio del Thindown Challenger, in ogni caso, non può che essere positivo: la qualità del campo di partecipazione é aumentata, e l'impegno degli sponsor, a partire da Thindown, non é affatto mancato. La nostra sensazione é che questo torneo, migliorando qualche piccolo dettaglio, potrebbe diventare uno dice candidati al titolo di "Miglior Challenger ATP" già vinto per più di un anno dal torneo di Genova. Appuntamento al prossimo anno, dunque, per uno dei più importanti tornei del panorama Challenger italiano. Luigi M. D'Auria

 
Buon test estivo tra Genoa e Borgaro: 5-2 per il Grifone PDF Print E-mail
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Saturday, 05 August 2017 16:55

Bardonecchia (To) - Lasciato il ritiro austriaco di Neusfit, Ivan Juric cercava risposte incoraggianti dal secondo ritiro estivo del "Grifone", presente a Bardonecchia per il secondo anno consecutivo. Per i tifosi genoani é stata, almeno finora, un'estate abbastanza complicata, soprattutto a causa della volontà da parte del Presidente Preziosi di farsi da parte (anche a causa di un rapporto con la parte più accesa del tifo diventato sempre più problematico) e di qualche rinvio di troppo nella definizione della cessione alla cordata italo-inglese interessata ad acquistare il Club. A una settimana dal terzo turno di Coppa Italia, però, deve essere il campo a parlare, anche perché la squadra di Mister Juric vuole fare di tutto per evitare gli errori compiuti nella passata stagione, in cui la salvezza é stata ottenuta con più difficoltà del previsto.

Subito prima della presentazione ufficiale del club si é svolta un'amichevole tra lo stesso Genoa e il Borgaro, ambiziosa squadra piemontese che, anche grazie al nuovo sponsor Nobis, ha intenzione di affrontare una Serie D da protagonista. La squadra di Russo ha iniziato a mettere in mostra parte del proprio potenziale proprio contro il Genoa, riuscendo a concludere i primi quarantacinque minuti in parità. Di fronte ai quasi seicento spettatori presenti a Bardonecchia, il Borgaro sembra non avere le gambe pesanti e, pur facendo fare la partita al Grifone, riesce a ripartire con grande precisione e a rispondere al gol del giovane Stephane Omeonga, sicuramente una delle note positive della prima frazione.

Nella ripresa, invece, il Genoa inizia a carburare, anche perché Juric mette in campo una formazione più simile a quella titolare, che vede in cabina di regia Veloso affiancato da Bertolucci e davanti Pandev e il Cholito Simeone, che in tifosi sperano di rivedere a Marassi almeno per un altro anno (non sono poche le squadre che lo cercano). Il vero protagonista, però, è Nikola Ninkovic, che realizza una prestazione maiuscola, impreziosita da una doppietta e da una grande combinazione che ha portato al gol di Pandev. Tra i nuovi acquisti, invece, ha trovato il gol Bertolacci, parso contento per essere tornato alla corte del Grifone.

Il Genoa, dunque, lascia Bardonecchia con un'altra vittoria in amichevole, in attesa dei due test più probanti in vista della nuova stagione: l'amichevole con l'Heerenven (che si giocherà domenica 6 agosto a Savona) e il terzo turno di Coppa Italia, che si giocherà sabato 12 agosto. La squadra, nonostante tutto, pare essersi rinforzata, soprattutto se si formerà la giusta alchimia tra giovani di valore (pensiamo a giocatore come Ninkovic, Salcedo e Pellegri) e i più esperti, alcuni dei quali in cerca di riscatto (pensiamo a Bertolacci e Taarabt, tornato al Genoa dopo sei mesi poco fortunati). L'obiettivo deve essere, a nostro avviso, quello di ottenere una salvezza più tranquilla rispetto a quella della scorsa stagione. Donato D'Auria

Last Updated on Saturday, 05 August 2017 20:43
 
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